Cinque società perugine di settore giovanile hanno voluto alzare la voce contro il Perugia sull’argomento scuola calcio. Lo hanno fatto con una lettera, inviata e pubblicata da Settecalcio, a firma di A.S.D. Academy San Sisto 2023, A.S.D. Junior Carpine Magione, A.S.D. Junior Santa Sabina, A.S.D. Madonna Alta Ferro di Cavallo e A.S.D. S. Sabina. Questo il contenuto:
“Si è appreso dai comunicati del Perugia Calcio che la società del Grifo, tanto cara a tutti i ragazzi del territorio, ha organizzato per il giorno 2 settembre un Open Day dedicato “a chi non ha mai conosciuto il mondo biancorosso e vuole cimentarsi con i primi calci al pallone”, e a seguito di questo e ai contatti intercorsi con i ragazzi e le famiglie ha provveduto a tesserare parecchi ulteriori ragazzi provenienti da altre società del territorio e non, oltre a quelli già selezionati in estate dal cosiddetto Vivaio.
Nel sottolineare l’anomalia del fatto che una società professionistica organizzi un open day, dopo, tra l’altro, aver trascorso tutta l’estate a selezionare ragazzi provenienti dalle società del territorio e non (evento in realtà già svolto in altre stagioni), sembra certo che la nuova Scuola Calcio del Perugia sarà composta da ragazzi selezionati e sarà gratuita, quindi una sorta di SECONDA Scuola Calcio che si affiancherebbe a quello che al momento viene denominato “vivaio” che già opera con gli stessi principi, cioè selezione e gratuità, e milita in competizioni nazionali, a differenza di questa “seconda” scuola calcio che invece si dovrebbe cimentare nelle stesse competizioni locali nelle quali si cimentano le scuole calcio delle società dilettantistiche.
Premesso che dal punto di vista strategico e normativo ogni società ha il pieno diritto di fare le scelte che ritiene più opportune, con il presente comunicato le Società DILETTANTISTICHE sottoelencate intendono denunciare un comportamento da parte dell’AC Perugia, seppur legittimo, totalmente scorretto nei confronti delle stesse società che, ovviamente, non potranno mai permettersi di far svolgere attività sportiva ai ragazzi gratuitamente, e immorale nei confronti dei ragazzi e delle famiglie che vengono probabilmente illusi di entrare a far parte di un progetto professionistico quando in realtà è ben noto il fatto che si entra in una SECONDA scuola calcio che nulla ha a che vedere rispetto al cosiddetto “vivaio” composto da ragazzi altamente selezionati e quindi proiettati in un percorso di professionismo, quantomeno nel settore giovanile.
Tutto ciò premesso si intende chiedere all’AC Perugia: • Gli iscritti a questa SECONDA Scuola Calcio sono veramente “…chi vuole cimentarsi con i primi calci al pallone”, così come indicato nel comunicato, oppure sono stati accettati anche ragazzi provenienti da altre società ed individuati e selezionati in base alle capacità?
• Se sono stati tesserati, così come crediamo, anche ragazzi di altre società, si ritiene giusto “sfruttare”, utilizzando un’operazione così scorretta, il lavoro fatto dalle precedenti società per la crescita calcistica dei ragazzi?
• È intenzione di questa SECONDA scuola calcio partecipare in futuro anche ai campionati agonistici o, arrivati al quattordicesimo anno di età, i ragazzi e le famiglie saranno gentilmente accomodati alla porta e costretti a trovare altre realtà DILETTANTISTICHE disponibili ad ospitarli?
• E’ stato spiegato ai ragazzi che sono stati tesserati che raggiunto il quattordicesimo anno di età la società AC Perugia in caso di conferma dovrebbe riconoscere alla società che nei cinque anni precedenti aveva tesserato il giocatore il cosiddetto Premio di Formazione stabilito dalla normativa federale, e quindi molto probabilmente, stante l’improbabilità da parte del Perugia Calcio del pagamento del suddetto legittimo riconoscimento, verranno, purtroppo “rispediti a casa”?
• Come pensa poi sarà accolto l’AC Perugia quando con i suoi responsabili di settore giovanile busseranno alle porte delle segreterie delle società DILETTANTISTICHE, per chiedere i trasferimenti di ragazzi cresciuti in quelle società, cercando di trovare “accordi” economici non essendo disponibile, come storicamente dimostrato, a far fronte al premio di formazione a cui sopra si faceva riferimento?
…e infine:
L’AC PERUGIA CALCIO SRL, società PROFESSIONISTICA, in un momento tra l’altro di importante trasformazione, non riterrebbe più ETICO saper riconoscere la differenza tra calcio DILETTANTISTICO e professionistico, dedicandosi esclusivamente a curare con la massima attenzione quest’ultimo, evitando di creare illusioni inutili a bambini e famiglie, supportando e non ostacolando il faticoso e dispendioso lavoro che le società dilettantistiche svolgono sul territorio ed evitando di azzerare totalmente i rapporti, già da adesso non sempre semplici, con le suddette società?”.
Questo il pensiero delle cinque società, ora si attende una risposta da parte del Perugia.



premesso che fino ai 14 anni le ‘scuole calcio’ sono dei rallentatori dell’apprendimento motorio dei giovani e il nome che si sono dati da soli è la riprova di quanto siano miopi gli adulti che gestiscono il gioco dei bambini chiamandolo scuola come se il gioco del calcio fosse un’attività cognitiva. Sappiamo che gli unici dovrebbero fare un attività cognitiva sono gli allenatori che difatti non scendono in campo ma già da qui si capisce perchè non nascono più talenti nel mondo occidentale capitalistico. poi se vogliamo affrontare la diatriba tra professionisti e dilettanti direi che il calcio è un… Leggi il resto »
Forse ai magione o Santa Sabina di turno interessa più tenersi le quote che dare la possibilità ad un ragazzo di giocare tra i prof
Perché, pensi che se uon è bravo e gioca in altre società non lo prendono tra i prof?? Pensi veramente che i ragazzi che andranno li avranno più possibilità? Mi sa che ci hai capito poco…
Il Perugia DEVE poter avere la priorità su TUTTI i giovani del terrorio, perché è un patrimonio della Città e non una squadretta di paese.
Sarebbe bello capire perché alcune società giovanili, negano ai propri tesserati (paganti) di fare provini per società professionistiche… Magari sarebbe corretto far scegliere i genitori
I ragazzi e le famiglie del “secondo gruppo vivaio”sono consapevoli del fatto che potrebbero non essere scelti in futuro dalla stessa Società, quindi si dovranno impegnare ancora di più. Per quanto poi riguarda i ragazzi provenienti dalle altre società credo che non siano stati costretti a cambiare. Ma poi quale è il problema di queste società?
Gratis ora poi se vai avanti e vuoi giocare ???? 😉😉😉
Chiedo: ma non è che questi c.d. nuovi entrati vanno ad aumentare i numeri del Vivaio? Quindi senza fare una seconda scuola?
Alcuni si ed altri no
Aaaa ne ncominciamo è