Il Perugia del 1978-79 rimarrà un capitolo straordinario ben inciso nella storia del calcio italiano. Guidato da Ilario Castagner, il club biancorosso chiuse il campionato senza subire sconfitte, un’impresa che lo consacrò come un innovatore del calcio. Tuttavia, il ricordo del tecnico non vive solo nei successi sportivi, ma anche nella testimonianza di chi lo ha conosciuto nel profondo, come sua moglie Liliana. A quasi due anni dalla sua scomparsa (il 18 febbraio del 2023), Liliana ha condiviso emozionanti aneddoti su di lui con La Gazzetta dello Sport.
Un incontro speciale
Liliana ricorda con dolcezza il primo incontro con Ilario, avvenuto nel 1962. “L’ho visto per la prima volta sul Corso Vannucci, era il centravanti del Perugia, bellissimo con i suoi occhi azzurri”, racconta. I due si conobbero durante una festa, dove si ballava sulle note di “Ventiquattromila baci” di Adriano Celentano. Quella sera, Ilario preferì ballare il lento con lei, un segno che avrebbe segnato l’inizio della loro storia d’amore. Nel 1965, si sposarono, attendendo la fine del campionato per celebrare le nozze.
I primi passi da allenatore
Dopo la carriera da calciatore, iniziò quella da allenatore, che portò Liliana e la famiglia a trasferirsi in diverse città: “A Rimini abitavamo sul lungomare, in un palazzo di sette piani. Per otto mesi era occupato soltanto da noi, all’ultimo piano, e dal custode dello stabile, il “signor Novembre”, e questo dice tutto sull’atmosfera che vi si respirava”. E poi la carriera da allenatore e di nuovo il Perugia: “Lo chiama il presidente Franco D’Attoma, grazie a Silvano Ramaccioni. Torniamo a casa. Che bella la domenica del 21 giugno 1975, la città era dipinta di bianco e rosso, Ilario era felice e io piangevo di gioia. Avevamo conquistato la Serie A, per la prima volta. La gente si era vestita con i colori del Perugia, anche i nostri bambini. I vestitini glieli aveva cuciti la nonna Teresa e loro non se li volevano più togliere”.
Milan, Inter e i grandi palcoscenici
La carriera di Castagner si estese anche ai più alti livelli del calcio italiano. Dopo l’esperienza a Perugia, arrivarono le panchine prestigiose di Milan e Inter, due delle squadre più titolate al mondo: “Io lo aspettavo nella nostra casa, a Perugia. Avevamo tre figli, dopo Francesco e Federico era arrivata Laura. Ilario tornava dopo le partite. Ha sempre fatto tutto con grande impegno e serietà. Il sorriso era dolce, ma il carattere deciso. È stato quattro anni a Milano. Ripeteva spesso con orgoglio: ‘Ho allenato due delle più forti squadre del mondo'”.
Un ricordo che scalda il cuore
Oggi, Liliana mantiene vivo il ricordo del marito con gesti semplici e simbolici. Si siede sulla poltrona di Ilario, accanto a un camino che da tempo non accende più. “Da quando lui se ne è andato, quel fuoco non scalda più”, dice, esprimendo con queste parole l’immenso vuoto lasciato dalla sua perdita. Il ricordo di Castagner rimane però una fonte di forza e ispirazione per chi lo ha conosciuto e amato.



Quanto manca Ilario…
Sempre nei nostri ♥️♥️♥️
Grande persona e grande allenatore.
Number One.il migliore in assoluto.
Un grande e inmenso GRAZIE ILARIO, Mister del nostro calcio più bello
Articolo bellissimo….di una generazione che va scomparendo……di un calcio romantico che non esiste più.
Ilario ha scritto la storia del Grifo !
Valoroso centravanti e UNICO ALLENATORE !!!!
GRAZIE per tutto quello che nella tua vita hai fatto per quella che è diventata la TUA CITTA’ !!!
Grandissimo Mister R.I.P.
Ilario è la storia del Grifo dagli anni 60 fino alla sua triste dipartita. Unico e irripetibile Grifone.
Mitico Castagner il più grande allenatore del perugia è lo sarà per sempre