Il campionato del Perugia è andato a ramengo, i grifoni lo hanno chiuso come peggio non si poteva andando a perdere l’ennesima partita in campo esterno rinunciando così ad ogni velleità di partecipare ai playoff. Un epilogo meritato e che sicuramente non rispecchia il reale potenziale di una squadra ben superiore alla posizione di classifica nel potenziale, carente però non tanto dal punto di vista tecnico quanto a livello di personalità e carattere. Per dirne una, si fa un gran parlare di moduli e numeri in queste ore e di come Cangelosi avrebbe dovuto affrontare la trasferta di Campobasso con la difesa a tre, quando solo sette giorni prima per riuscire ad essere minimamente pericoloso aveva dovuto tornare a quattro dopo un tempo giocato malissimo con tre difensori contro il Sestri Levante.
Tant’è, il Perugia ha alternato prestazioni pessime e discrete anche in casa e a maggior ragione fuori e questo a prescindere dai moduli e dagli uomini (Cisco, per fare un solo nome, è passato da confusionario inutile a salvatore della patria tre o quattro volte nell’ultimo mese), fornendo prestazioni di carattere solo in via del tutto eccezionale (il derby di Terni, quando però non era richiesto giocare in attacco con intensità e frequenza, attaccare contemporaneamente con più uomini, essere coraggiosi insomma). La scarsa personalità e la scarsa capacità di lettura dei momenti delle partite si sono dimostrate la cifra di questa squadra al di là anche delle guide tecniche che si sono succedute, cui con onestà a fine campionato bisogna riconoscere le attenuanti generiche. Sì, anche a Zauli e Formisano che rispetto a Cangelosi hanno avuto anche a che fare con costanza con un numero elevato di assenze rilevanti.
Il tutto per arrivare all’epilogo che aspetta domenica il Perugia contro il Pontedera, che grazie ai grifoni arriverà al Curi sicuro della qualificazione e anche della posizione playoff. Una partita “amichevole” o poco più che però il Perugia dovrà avere la forza di non perdere, prima di tutto per chiudere il campionato in maniera dignitosa di fronte ad una tifoseria stanca di essere delusa e poi anche per evitare di chiudere con un altro record poco lusinghiero dopo l’ultimo posto poco edificante nel rendimento delle gare esterne. Già, perchè se il Perugia – attualmente tredicesimo assieme al Carpi a 44 punti – dovesse farsi scavalcare in classifica dal Campobasso che sarà di scena a Pescara, ebbene, con il quattordicesimo posto finale eguaglierebbe il suo peggiore risultato in Serie C del dopoguerra.
Per la cronaca il Perugia chiuse infatti 14° nel Girone B della Serie C 1965-66, ben 59 anni fa, riuscendo ad ottenere la salvezza allo sprint grazie a Guido Mazzetti che subentrò a Zeffiro Furiassi nel corso di un torneo deludente e fallimentare. Mazzetti riuscì a risollevare il Perugia solo al fotofinish e in estate venne costruita la squadra che poi avrebbe conquistato il primo posto e la promozione in Serie B nella stagione successiva dopo il cambio di proprietà da Orlando Baldoni a Lino Spagnoli che aveva rivitalizzato una piazza avvilita. Annotazioni storiche che dovrebbero accendere più di una lampadina.



Ma se siamo stati anche in serie C2 e in serie D.
Il titolo è chiaro: Il Grifo ad un passo dal peggiore risultato del dopoguerra IN SERIE C. Cordiali saluti
Azzerare il tutto!!!!
Solo soldi!
L’orgoglio è sotto i piedi! E come dico sempre a ZAPPARE se ne sono capaci!!!
BASTAAAA E UN MARTIRIO
con la squadra comprata in cartoleria e’ un miracolo che ci siamo salvati. K8
Che fenomeni…
Il bello deve ancora venire…….la sorpresa all’inizio della prossima stagione…..
Ma che caxxo ne sai
È già un campionato di m….
Ck. tutta la delusione del mondo ma parlare del peggior campionato in C della storia dal dopoguerra..Allora anno di C2 1986,87, sconfitte in casa con Bisceglie,F Andria…Annata negativa,zero repliche ma andiamo avanti….
Noi non facciamo articoli per delusione, facciamo cronaca e raccontiamo fatti. Nella stagione di C2 ’86-87 il Perugia chiuse al 9° posto e dunque ben sopra il 14°. Cordiali saluti
Sì ci sta. Diciamo che dovremmo comunque citare le annate in categorie inferiori come peggiori. Ma che sia un anno particolarmente negativo si era capito. A me ha ricordato la pochezza dei campionati con i Silvestrini, ma vedo già più sostanza con Faroni, almeno a livello societario. Se son rose fioriranno, quest’estate si capirà che ambizioni ha
Ci vogliono professionisti, non dilettanti allo sbaraglio!!!
La vergogna di Santopadre è Giuaiarelli e Formisano. Saranno ricordati per questo Complimenti meno male so spariti
Intanto..Formisano fa i play off…
Perché ha una squadra migliore e non lo staff tecnico che ha tritato i giocatori….ha una squadra e staff migliore mentre la nostra era da discount con l imposizione finché c’era quell’ altro di far giocare i giovani per i minutaggi…poi dopo non che sia andata meglio…ma dall inizio che non c’erano le basi proprio
Da quando c’è Formisano la pianese ha avuto andamento da playout. Quindi tecnicamente i playoff li ha raggiunti il tecnico che c’era prima
Questa è una cosa semplicemente non vera, ha fatto una media punti maggiore di Prosperi.
Maurino paraocchino se tornato?
Ti hanno mai detto che Formisano è subentrato, sei mai andato a ricercare cone era messa la Pianese prima del suo arrivo, e la sua media punti?
Dai dai dai
Santopadre tornerai
Dai dai dai
la bancarella rifarai
Sei Resuscitato????….