“Psycho Grifo”, quattro sconfitte e un punto in comune: le riprese disastrose

Dopo i tre pareggi si attendeva l'arrivo della brillantezza atletica, invece la situazione è peggiorata. Solo nei primi tempi squadra all'altezza: ora avrebbe 8 punti in classifica

Il Perugia è in caduta libera. Se possibile i grifoni sembrano persino peggiorare di partita in partita, al punto da meritarsi l’accesa contestazione del dopogara con la Pianese, in cui i tifosi sono esplosi allo scoccare della quarta sconfitta consecutiva che certifica un encefalogramma piatto di squadra, sia dal punto di vista tecnico che fisico e caratteriale, anche al cospetto di avversari sulla carta più che abbordabili come la Sambenedettese, il Bra e via discorrendo.

Mauro Meluso nel dopogara ha dovuto prendere atto di un fatto incontrovertibile: il Perugia non ha forza, riferendosi in maniera chiara alla preparazione atletica effettuata in Argentina in cui evidentemente sono stati sbagliati i calcoli. Lo dicono i fatti: la squadra biancorossa crolla con regolarità consolidata nei secondi tempi. Dopo avere chiuso a reti bianche sia la sfida di Coppa Italia con il Pontedera (poi vinta ai rigori) che la prima di campionato contro il Guidonia al Curi, a Sestri Levante contro il Bra il Perugia ha subito due reti a cavallo tra il primo e il secondo tempo, riuscendo a rimediare grazie al gol di Giunti (momentaneo pareggio) e al rigore di Ogunseye arrivato in extremis.

Anche pochi giorni dopo a Gubbio la ripresa è stata più che dignitosa dopo aver chiuso già il primo tempo sull’1-1. Si pensava che con l’arrivo della brillantezza atletica le cose sarebbero migliorate, invece la situazione fisica è andata peggiorando, tanto che le quattro sconfitte consecutive hanno un punto in comune: la ripresa disastrosa dopo un primo tempo a volte discreto, altre addirittura buono.

Con l’Ascoli al Curi il Perugia ha retto bene per un’ora, poi il rigore di Gori a metà ripresa ha spostato gli equilibri e la rete di Pagliai ha chiuso i conti senza che il Perugia avesse minimamente accennato una reazione. A Ravenna per 40 minuti si è visto il Perugia migliore della stagione, 2-0 col marchio di Matos e padroni di casa annichiliti. Poi la rete dell’1-2 prima dell’intervallo che ha riacceso il terrore, l’incubo della rimonta si è materializzato in un secondo tempo da dimenticare giocato a una porta sola: 3-2 per Okaka e compagni.

Con la Samb per 70 minuti il Perugia ha retto, è andato sotto su rigore ma ha avuto la forza di reagire e trovare l’1-1 con Giunti a 13′ dalla fine, salvo poi crollare e permettere il 2-1 di Candellori a pochi istanti dal fischio finale. Con la Pianese infine, dopo un primo tempo non bello ma dignitoso, nella ripresa ecco la rete di Bellini prima che i grifoni conclamassero la propria impotenza facendosi agevolmente controllare dagli avversari senza riuscire a tirare mai in porta fino al 97′.

La quarta ripresa disastrosa a certificare una fragilità sia fisica che psicologica da ultima della classe (senza la penalizzazione il Rimini sarebbe sopra). Nemmeno il cambio in panchina con l’avvento di un sergente di ferro come Braglia ha saputo risollevare per ora l’encefalogramma piatto di un gruppo che rischia seriamente di restare nella storia biancorossa come l’unico in grado di retrocedere sul campo dalla C alla D. Dell’Orco ha chiesto di cercare uno spiraglio di luce nel buio e questo potrebbe essere rappresentato dai primi tempi. Se il Perugia avesse chiuso le sue partite dopo 45′ ora avrebbe 8 punti in classifica – lo scrive anche La Nazione Umbria nell’edizione odierna – nulla di trascendentale (sarebbe subito sotto il decimo posto) ma anche la dimostrazione che questa squadra non sta rendendo per quello che per mezza partita dimostra di valere. E bisogna assolutamente portarcela.

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Gabriele
Gabriele
5 mesi fa

La società dovrebbe ingaggiare Lamberto Boranga.
Si tratta di una figura carismatica che attraverso le sue esperienze in ambito sportivo e medico, sarebbe in grado di motivare il gruppo tirando fuori, assieme a mister Braglia, il meglio da ogni calciatore.
Questi ragazzi hanno bisogno di compattarsi e da gruppo diventare squadra.
Boranga oltre ad essere un professionista competente è un esempio positivo da seguire, un maestro.
Mi auguro il messaggio possa in qualche modo arrivare alla società.

Daniele
Daniele
5 mesi fa

In questo momento preferisco Psyco killer dei Talkin Heads di gran lunga

Via i senatori
Via i senatori
5 mesi fa

Ormai sono anni che siamo in caduta libera. Mi dispiace ma per il bene del Perugia devono andare fuori squadra fin da subito i vari Angella, Dell’Orco, Torrasi, Matos, oltre quelli già fuori. Si è dimostrato infatti che non sono più in grado di dare un contributo significativo. La società ne prenda atto o se ne vada anche lei.
Meglio ricominciare dalla D che rimanere in questa agonia

Lo
Lo
5 mesi fa
Reply to  Via i senatori

Non per difendere qualcuno ma gli ultimi 3 gol fatti portano la firma di Matos (gol o assist), mi sembra che nella stragrande maggioranza dei casi sia un capro espiatorio.. ma di preciso chi vi aspettate di trovare in C? Ronaldinho?

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