In sede di presentazione il giorno del suo arrivo Giovanni Tedesco lasciò intendere in maniera chiara l’intenzione di creare prima di tutto un nucleo-base, uno zoccolo duro di giocatori sui quali puntare consolidando una formazione il più possibile definita. Non più 18-19 titolari come prima insomma, ma non più di 13-14 elementi che sarebbero stati chiamati in causa con continuità. I fatti dicono che il tecnico biancorosso ha messo in atto esattamente questa strategia, una scelta forte ma necessaria e che sta pagando in termini di risultati e rendimento.
La formazione del suo Perugia è già chiara per tutti, salvo pochissime variazioni: Gemello 4 volte su 4 tra i pali, Calapai 2 volte a destra (dove è stato impiegato 2 volte Tozzuolo) e Tozzuolo 2 volte a sinistra (dove è stato impiegato 2 volte Giraudo), Riccardi (4) e Angella (4) difensori centrali, Giunti (4 presenze ma non tutte da titolare), Bartolomei (3), Megelaitis (4) e Torrasi (3) a centrocampo, dove può essere impiegato anche Tumbarello (1 partita da mezzala e 1 da trequartista), Manzari (3) dietro le punte, Montevago (4) e Kanoute o Bacchin (entrambi 4 presenze, il secondo 3 da subentrato) in avanti.
Sono 15 giocatori, cui vanno aggiunti altri grifoni utilizzati solo saltuariamente, ovvero Ogunseye (1 volta), Joselito (2), Giardino (1) e Broh (1). La conferma della volontà di Tedesco di stringere il cerchio arriva anche dalle sostituzioni a gara in corso: per ben 3 volte ne ha effettuate appena 3, una sola volta (contro il Pontedera) Tedesco ha fatto 4 cambi e mai ne ha effettuati 5. Sono rimasti per ora del tutto fuori dalle rotazioni Moro, Nwanege, Yabre, Ternnava, Dell’Orco e Matos, gli ultimi due tornati da poco dai rispettivi infortuni.
Come dire che il gruppo biancorosso è coinvolto nel nuovo corso nella sua gran parte ma non nella totalità ed è probabile che certi segnali debbano essere colti anche nell’ottica del mercato di gennaio, anche se in un mese e mezzo le occasioni per far cambiare idea al tecnico ed a Riccardo Gaucci e Novellino non mancheranno. Di sicuro intanto quella di sabato a Sassari nell’ottica delle sostituzioni va considerata un’occasione persa. Per la prima volta mancavano elementi di rilievo come Manzari e Bartolomei, chi ha giocato nei loro ruoli (Torrasi, Tumbarello) non li ha complessivamente fatti rimpiangere ma chi è subentrato nella ripresa (Kanoute ma soprattutto Joselito e Broh) non ha spostato gli equilibri quando il Perugia ne avrebbe avuto bisogno per portare a casa l’intera posta.



Dallo zoccolo vanno tolti tutti i ex giuocatori che sappiamo tutti. Non possono occupare posti per gente giovane e forte che può salvarci. Sennò ciao