Sabatini: “Gattuso è un mio ragazzo, lo portai tredicenne a Perugia. Dobbiamo stargli vicino”

L’ex dirigente analizza il crollo degli Azzurri e difende Rino: “Non distruggiamo i nostri giocatori”

Un editoriale accorato, senza filtri, quello pubblicato da Walter Sabatini su Cronache di Spogliatoio all’indomani della pesante sconfitta per 1-4 dell’Italia contro la Norvegia. L’ex dirigenti di Roma, Bologna, Perugia e tante altre piazze storiche del nostro calcio, ha commentato la partita con tono critico ma costruttivo, lanciando un chiaro messaggio: “Non dobbiamo demolire i nostri giocatori, serve ricostruire fiducia e identità”.

Sabatini ha ammesso di essere “parecchio arrabbiato per il risultato maturato in campo, sottolineando quanto fosse importante difendere l’1-0 iniziale, segnato da Pio Esposito, giocatore paragonato dallo stesso Sabatini a un giovane Beppe Savoldi. “Dovevamo tenerlo quel risultato, era il modo perfetto per lanciare i playoff – ha spiegato – invece siamo affogati. È una sconfitta che lascerà il segno”.

Gattuso nel mirino? Sabatini lo difende

Tra le critiche generalizzate seguite al tracollo azzurro, Sabatini ha voluto prendere posizione in difesa del commissario tecnico Gennaro Gattuso: Trovo ingeneroso parlar male del ct, nel primo tempo ha dato segnali. Rino è un mio ragazzo, lo portai tredicenne a Perugia, bisogna stargli vicino e dargli credito”.

Sulla gestione della Nazionale, l’ex ds ha le idee chiare: Lo stage in più è una cavolata, crea solo stress e infortuni”. Secondo Sabatini, il vero lavoro va fatto sul piano umano: “Gattuso deve andare a trovare i calciatori, stare con loro per ricostruire l’autostima. Solo i risultati nei club possono ridare forza ai giocatori”.

“Siamo un popolo da armistizio, la Nazionale ha perso identità”

Uno dei passaggi più forti del suo intervento riguarda il rapporto tra la Nazionale e la sua identità smarrita. Sabatini non risparmia critiche alla Federazione, colpevole, secondo lui, di aver generato un clima di improvvisazione, soprattutto nella gestione del dopo-Spalletti: Il suo licenziamento è una vergogna nazionale. Abbiamo dato l’immagine dei viandanti, ma la nostra storia è il calcio”.

E su chi critica i giocatori, arriva un invito alla riflessione: “Chiedete a Londra se Calafiori è scarso, a Newcastle che ne pensano di Tonali o a Manchester di Donnarumma. Abbiamo talento, serve solo tempo per farlo maturare con convinzione”.

“Serve un nuovo stato d’animo per arrivare pronti ai playoff”

In vista degli spareggi decisivi, Sabatini invita a ricostruire uno spirito positivo attorno alla Nazionale: “Le vittorie non sono mai inutili, cambiano lo stato d’animo e la percezione che abbiamo di noi stessi. Bisogna ripartire da lì, senza disfattismo”.

Sulla possibile sfida contro la Svezia, ha chiuso con una nota di preoccupazione: “È chiaro che sarebbe meglio evitarla, ha giocatori forti e consapevoli del proprio valore, come la Norvegia. Ma ora dobbiamo guardare avanti, ritrovare carisma e credere di nuovo nella nostra identità”.

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