Nella splendida serata del PalaBarton, in occasione del terzo Memorial dedicato a Luciano Gaucci, non poteva mancare un grifone dei tempi belli e tra i più affezionati come Carmine Gautieri. Un treno inarrestabile sulla fascia ai tempi dello spettacolare Grifo di Galeone, oggi allenatore che ben conosce la realtà del Perugia e della C. Ha fatto con grande piacere un tuffo nel passato per scoprire che amizie ed affetti sono rimasti intatti.
Allora Gaucho, per la prima volta al Memorial Gaucci, il più contento di tutti era Federico Giunti che non la vedeva da anni. “E io sono contento quanto e più di lui, con Federico avevo e ho un rapporto straordinario, anche perchè da compagni di squadra trascorrevamo insieme dalle 9-10 ore al giorno. Oltre ad essere un grandissimo giocatore era anche il compagno ideale, è stato un piacere ritrovarlo e ritrovare tutti i ragazzi di quella squadra. Oggi il calcio è del tutto diverso da quello di tanti anni fa, c’erano valori che sono andati perduti”.
Eppure sembra come se non fosse passato un giorno. “E’ proprio quello che ci siamo detti negli spogliatoi, sono passati tantissimi anni ma ci sono stati gli stessi abbracci, lo stesso affetto, gli inviti che ti fanno capire che puoi anche smettere si giocare e vivere un’altra vita, ma i rapporti belli e l’amicizia restano sempre”.
Un ricordo di Luciano Gaucci. “Con lui non c’era bisogno di firmare un contratto, con lui bastava una stretta di mano. E questo oggi sarebbe del tutto impossibile. Luciano Gaucci metteva sempre in cima il giocatore, cercava di farlo stare bene, doveva avere tutto. Poi magari ci mandava in ritiro se non vincevamo, ma anche quando ci mandava in ritiro ci faceva stare bene. Era unico”.
Gautieri è un allenatore che ben conosce la realtà perugina. Come si fa tornare lassù dove stavate voi? “In questo momento è della programmazione che non si può fare a meno. Il Catanzaro e quello che è riuscito a fare negli ultimi anni ti fa capire tante cose, un ds come Ciro Polito, una società straordinaria dietro che programma e va a individuare i calciatori. Tutti noi dovremmo cercare di capire come si può fare per diventare come loro, Il Catanzaro insegna a tutti che significa mettere le persone giuste al posto giusto nel momento giusto. Così i successi arrivano. Al Perugia auguro lo stesso”.
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