Grifo, oltre trenta grifoni di proprietà: il futuro ds chiamato a cedere chi non rientra nei piani

La trattativa per la cessione del club allontana nel tempo la rivoluzione necessaria per adeguare il monte-ingaggi al Salary Cap. L'allarme di Riccardo Gaucci, i primi obiettivi che sfumano e la necessità di piazzare almeno 10-12 giocatori

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Il Perugia sta vivendo un chiaro momento di transizione. Un momento che cade (non capita, perchè nulla è casuale) esattamente nello spazio apparentemente morto tra la conclusione della stagione 2025-2026 e l’inizio della successiva, ritenuto da molti il lasso di tempo ideale per un eventuale passaggio di proprietà. Ma la cessione di un club professionistico di Calcio non è certamente semplice e lineare. E, soprattutto, è tutt’altro che una cosa rapida. Anche l’attuale trattativa, sempre che poi alla fine vada in porto, non è probabilmente arrivata nemmeno a metà del suo cammino ma ha già vissuto momenti di rallentamento, fisiologici quando si analizzano contratti, conti e bilanci attraverso una due diligence.

In questo contesto l’allarme lanciato da Riccardo Gaucci (“Stiamo perdendo tempo prezioso, siamo in ritardo”) è sicuramente realistico, soprattutto quando il progetto alternativo è legato alla sostenibilità, alla valorizzazione dei giovani e ad una non certo grande disponibilità di denaro per il mercato. Lo conferma il probabile passaggio al Cittadella di uno degli obiettivi, il terzino ex Ternana Ndrecka, mentre anche altri giocatori nel mirino ormai da qualche settimana, ora starebbero scegliendo altre strade. Perchè il momento giusto per bloccare giocatori interessanti a poco prezzo è proprio quello attuale, dovendo intervenire in seguito quando il mercato sarà entrato nel vivo si renderà necessario un esborso di denaro maggiore.

Sono le regole del mercato, dove per inciso non è certo comprare la difficoltà maggiore, vista l’enorme disponibilità di giocatori, ma vendere. Cosa che, sempre per inciso, Riccardo Gaucci ha dimostrato di saper fare davvero bene in occasione del mercato invernale, quando le operazioni migliori sono state chiaramente quelle in uscita, grazie alle quali è stato possibile chiudere i colpi in entrata, da Verre a tutti gli altri. Ebbene, la lunga premessa per dire che il Perugia dovrà effettuare una sessione estiva di calciomercato incentrata prima di tutto sulle uscite e poi sulle entrate, in considerazione del numero esorbitante dei giocatori in rosa e soprattutto della necessità di adeguare il monte-ingaggi al Salary Cap.

La rosa dei grifoni di proprietà, si diceva, è davvero nutrita. Ci sono ben 14 giocatori sotto contratto per il prossimo anno (Ladinetti, Bartolomei, Megelaitis, Montevago, Nepi, Gemello, Bolsius, Tumbarello, Bacchin, Moro, Joselito, Polizzi, Esculino, Canotto), 4 per 2 anni (Riccardi, Dell’Orco, Stramaccioni e Tozzuolo) e altri 5 per 3 anni (Rondolini, Dottori, Perugini, Vinti e Brunori). Cui vanno aggiunti Yabre, Lickunas, Yimga e Cottini al rientro dai prestiti oltre ad un altro folto gruppetto di Primavera (Peruzzi, Barberini, Napolano, Belloni, Strappini, Berta, Giardino) candidati a far parte del prossimo gruppo della prima squadra.

Oltre una trentina di giocatori di proprietà che dovranno essere sfoltiti in maniera significativa e ci vorrà prima di tutto un direttore sportivo abile nel piazzare chi non farà parte dei piani di Tedesco o della società. Oltre a Montevago e Bacchin, che saranno i piatti forti in uscita, verranno messi sicuramente in lista di sbarco almeno 10-12 di giocatori tra cui Canotto, Gemello, Dell’Orco, Joselito, Esculino, Yabre e Nepi. Quanto agli altri, dipenderà dai piani di mercato, dal budget a disposizione, senza perdere mai di vista il fatto che quando si deve cedere i primi a partire di solito sono i giocatori che hanno richieste, spesso anche se rientrano nei piani. Di sicuro per rientrare nei parametri del Salary Cap servirà una autentica rivoluzione e questo a prescindere dall’eventuale cambio di proprietà. Fare così tanto partendo in ritardo non sarà certo una cosa facile, avere le risorse per riuscirci e un dirigente capace sarà davvero fondamentale.

 

Redazione

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5 Commenti
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3 mesi fa

Accattatevilli

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3 mesi fa

Esculino ?

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3 mesi fa

Si sta scherzando con il fuoco…

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3 mesi fa

Il problema è chi li compra??

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3 mesi fa

Sì se al “folto gruppo di primavera” aggiungiamo i vari Dottori Vinti Brunori Perugini Rondolini che sono altri primavera, poi i vari Cottini Yamga e Lickunas (magari rimanesse! la Cremonese se non erro ha diritto di riscatto) che rientrano dai prestiti ci troviamo che su 30 una quindicina sono giovani o giovanissimi…

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