La lunga telenovela della trattativa con il gruppo che vuole acquistare il Perugia e fa riferimento alla società Arena Curi, iniziata ormai da quasi tre mesi (era la seconda metà di maggio quando iniziarono gli approcci che avrebbero portato alla due diligence) si chiuderà in giornata con un “no” secco e definitivo. E’ questa la decisione comunicata al plenipotenziario del Perugia Hernan Garcia Borras da parte del proprietario argentino Javier Faroni, che avrebbe tagliato sul nascere la possibilità che la trattativa potesse vedere allungata la sua vita in virtù delle intercessioni dei professionisti del club che per così lungo tempo l’avevano portata avanti.
Pare che l’offerta in questione, per come è stata posta ma soprattutto per i suoi contenuti, sia considerata irricevibile perchè “irrispettosa” nei confronti della proprietà e di quelle che erano state le precedenti concertazioni. E’ noto a tutti che l’offerta sarebbe limitata alla cifra simbolica di un euro, facendosi carico dei debiti del club sui quali si è aperta una querelle: da una parte i compratori hanno fatto trapelare anche attraverso i social cifre vertiginose, considerando probabilmente nella massa debitoria anche stipendi e spese correnti, dall’altra il Perugia ha ribadito che i debiti si limitano alla cifra dovuta all’ex presidente Santopadre e a quella rateizzata con l’Agenzia delle Entrate, evidenziando gli eccellenti indicatori economici del club a certificare la presenza di importanti crediti in cassa.
A indirizzare la decisione finale anche alcune condizioni diverse rispetto alle volontà espresse nel corso delle contrattazioni dai potenziali compratori, una in particolare contenuta al punto 3 e relativa alla richiesta di immediato esonero del tecnico Giovanni Tedesco a carico dell’attuale proprietà, con tanto di accordo tombale e malleva sulle eventuali richieste risarcitorie. Tant’è, l’esonero non ci sarà e la vicenda si chiude qui.
Nel pomeriggio di lunedì ci sarebbe stato un tentativo di dilazione dei tempi da parte dei professionisti che questa trattativa avevano lungamente portato avanti da parte del Perugia, considerando i rapporti ancora improntati alla cortesia. Si stava pensando ad una controfferta che avrebbe allungato i tempi ma nel frattempo da oltre oceano è arrivata la decisione definitiva di Faroni che ha tagliato la testa al toro e sarà ufficialmente comunicata al gruppo (due imprenditori umbri, qualche sponsor e, pare, un paio di investitori internazionali) nelle prossime ore. Ironia della sorte, la sede legale di Arena Curi – società creata qualche anno fa insieme a Massimiliano Santopadre con l’obiettivo di costruire un nuovo stadio e oggi utilizzata per questa operazione – è ancora oggi via Pietro Conti, proprio la casa del Perugia Calcio.
E ora? Il Perugia resterà all’incanto, in attesa dell’arrivo di un compratore che verrà ritenuto credibile e sarà ricominciato il dialogo con i possibili sponsor locali, probabilmente già nelle prossime ore. Ma nel club dopo la chiusura di questa vicenda c’è la piena consapevolezza del fatto che ora, con il club reso sostenibile dal grande impegno e dai risultati rilevanti nelle uscite compiute dallo stesso Borras e da Alberto Marino, sarà necessaria una svolta in positivo sul progetto sportivo. Ovvero l’arrivo di nuovi giocatori da mettere a disposizione di Giovanni Tedesco per fare decollare una stagione sinora inevitabilmente frenata dalla trattativa e dalla necessità di non aggiungere ulteriori contratti a bilancio. I prossimi giorni diranno.
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Grazie Faroni ti vogliamo bene sei un presidente simpatico gia’ hai speso 15 milioni per il grifo
Mettiamoci il cuore in pace faremo il campionato con i ragazzini e penso che tanto peggio dello scorso anno non faranno
Semo a posto
Ma forse qualcuno pensava di risolvere i problemi con arena curi? Ragazzi non scherziamo
Avanti con il Perugia next Gen!
Voleva rientrare dalla porta dopo che era uscito dalla finestra ridicoli e furbacchioni
Tutto scritto !!!!! Faremo un campionato de bestemmia’ !!!!!!
Avete sentito che offerta niente commenti vergognosi arena curi
Tutta sta manfrina per un offerta farsa!!! Ma c’era qualcosa che non mi tornava con questi che usano il nome di Curi, come marchio aziendale. Quelli che appunto volevano fare l’Arena a Pian di Massiamo sconvolgendo ogni cosa presente e mettendo comunque il calcio in secondo piano rispetto alla programmazione che ci sarebbe stata una volta portato a termine il progetto. Così mi sembra di aver capito.
Per quanto mi riguarda i dubbi sono tanti, ma a questo punto rimarrei con chi c’è adesso e poi vedremo che succederà! Io ci sarò in ogni caso.
CHE OFFERTA!!!.. via là!!