Appena tornato dalla Spagna, Alessandro Gaucci è stato interpellato a “Fuori Campo” di Umbria Tv ed è tornato in un intervista telefonica sullo sfogo post-Vado.
Il tuo sfogo ha fatto rumore, lo rifaresti? “Sì, non cambierei le espressioni che ho utilizzato. Io sono il responsabile del Perugia e devo difenderlo da quello che accade. Fatti gravi, danneggiamenti dall’inizio dell’anno. Ho cercato la diplomazia con gli organi arbitrali fino al giorno prima ma quando vedi che la diplomazia non serve a nulla devi prendere una decisione. Ho sacrificato me stesso rischiando una squalifica importante perchè volevo che i riflettori si accendessero sul Perugia, era l’unica maniera per essere ascoltato andare fuori dalle righe. Sei avessi fatto una normale conferenza con fanno tutti, non credo che avrebbe avuto lo steso effetto. Mi prendo la squalifica ma lo scopo è raggiunto. Poi gli effetti li vedremo più avanti. Posso essere pentito di una cosa e non avrei voluto dirlo, quando hai l’adrenalina di una partita lateralmente scippata, dove sei stato trattato in maniera inadeguata, parlo anche del quarto uomo e non solo dell’arbitro, la rabbia ti fa dire cose che non pensi. Non ho mai pensato in vita mia a generalizzare sugli arbitri, rispetto tutti i lavoratori di qualsiasi tipo e la classe arbitrale, non era quello il mio scopo. Lo scopo era alzare i toni e far sì che l’arbitro e il quarto uomo fossero messi alla gogna pubblica come loro hanno fatto con noi danneggiandoci. Con i punti che ci hanno tolto da inizio campionato ora parlavamo di un’altra classifica, io ho parlato di malafede dell’arbitro, non di un sistema. E’ andato al Fvs a decidere che non era rigore ma guardate che anche la possibile espulsione del giocatore del Vado era da considerare oltre il rigore, visti i tacchetti sulla gamba di Van Amersfoort. E lo stesso era accaduto in occasione del rosso a Kabashi a Ravenna. E poi il rosso a Papazov, i fallo a 50 metri dalla porta non può essere considerato da ultimo uomo e chiara occasione quando hai due altri uomini che possono recuperare, l’arbitro era un pivello alle prime armi e non è normale che il quarto uomo dovesse suggerirgli qualsiasi decisione. Io sono il primo a voler dialogare con loro, poi però se gli arbitri quando ti rivolgi loro sembra ti vogliano mordere, allora non c’è possibilità di dialogo. Non ho fatto un intervento a piedi tesi contro il palazzo, l’ho fatto per evitare danneggiamenti continui ad una squadra che continua a perdere soldi, non mi pare che ci fosse la fila per un club che ogni anno perde 6-7 milioni, se continuano i danni chi mette i soldi si stuferà. Io faccio gli interessi del Perugia”.
Vero che il Perugia si era già lamentato? “Ho avuto modo di parlarne con diverse persone ma sempre con toni pacati, anche dopo sconfitte che potevano portare arrabbiature vere. Ma se l’equilibrio non serve e ti danno calci in faccia, devi trovare un’altra strada”.
La nuova società è fortissima, importante, hai dichiarato. Quanto? “Sufficientemente forte per un progetto importante e possibilmente vincente. Il progetto non è sicuramente a partire da quest’anno, abbiamo gettato le basi importanti, siamo partiti con 4-5 giocatori al 5 di agosto cambiando un intero staff e prendendo due giocatori al giorno. Ci siamo buttati nel progetto senza paura, non credo sia andata così male, la squadra ha una base, vedremo se già da quest’anno potremo fare qualcosa per impensierire i nostri rivali o se dovremo aspettare il prossimo anno per essere ancora più competitivi”.
Si parla di una famiglia italiana proprietaria di un fondo all’estero. “E’ una verità che sarà scoperta presto, manca una settimana, poi chi sarà si presenterà. Quando ci stanno i mezzo i fondi gli investitori sono molteplici. Quello che mi sta a cuore è che ci sia finalmente la possibilità di fare qualcosa di serio dopo tanti anni di sofferenze per i tifosi del Perugia. Io stavo tanto bene in Spagna dove si vive bene ma questa è una sfida che vale la pena affrontare perchè c’è la possibilità di fare il mio lavoro”.
Il fondo ha sede a Londra? “Se anche fosse a Terni, cosa che sarebbe poco gradita ai tifosi, la sede lascia il tempo che trova, a me importa che il fondo abbia i soldi. Non il paese. E’ un fondo solido comunque”.
Sarà costituita una nuova società, che avrà un amministratore. “Non fossimo arrivati, la società avrebbe rischiato tanto. Lo scorso anno la squadra nonostante un investimento importante ha rischiato fino all’ultima giornata e non mi riferisco all’operato di Riccardo e Giovanni. ma quest’anno con una squadra con tutti giovani si sarebbe rischiato l’osso del collo”.
Vista la robustezza e la voglia di fare calcio degli investitori, andrete a cercare tra gli svincolati? “No, in questo momento la lista è piena e fino a gennaio non ci saranno altri cambi. poi a gennaio vedremo, è presto per dirlo, non abbiamo avuto il tempo di prendere ancora in considerazione tutti i ragazzi della rosa”.
Il secondo posto è un’illusione o è possibile? “Non è l’obiettivo, non ci siamo prefissati obiettivi, impossibile quando costruisci una squadra dal 5 di aggotto prendendone 18 nuovi. Magari ogni anno per carità, sarebbe stato bello e importante farla a giugno per fare tranquillamente la preparazione. Se quest’anno saremo ai playoff già sarà un grosso paso avanti rispetto alla passata stagione”.
Come è andata la conoscenza con Diana? “Lo conoscevo, mi ricordo che guardavo le partite del suo Renate, ricordo che con quella capigliatura da scienziato pazzo mi destava qualche dubbio. Poi la svolta sulla trattativa è stata il colloquio, abbiamo parlato al telefono un’ora e mezzo, ci siamo piaciuti subito e capiti al volo. Sono contento che abbia accettato, è una delle persone più intelligenti e capaci che ho incontrato nel calcio, mi auguro che possa restare con noi tanti anni per fare le fortune del Perugia”.
C’è qualche gesto particolare che ti ha fatto particolarmente piacere in occasione del ritorno? “Non mi piace parlarne ma una delle tante che mi hanno fatto piacere è quanto l’altra domenica contro il Vado sono passato dalla Tribuna alla Curva e sono andato negli spogliatoi dopo l’espulsione. Tanta gente mi ha fermato ringraziandomi per il risveglio di una città assopita. Spero di poter fare cose ancora più importanti per tutta questa gente che ci sta appoggiando con tantissimo affetto, se ho fatto quell’uscita è stato anche per loro. Sapevo ancora prima di andare in conferenza stampa che avrei dovuto delegare qualcuno perchè sarei stato squalificato”.
Confermi il closing venerdì? “Io mi preoccupo della partita col Pescara perchè so che verrà fatto, questa o la prossima settimana non ci sono dubbi. Mi spiace solo che a volte le persone non comprendono gli slittamenti dovuti a tante cose che in questi casi sono invece normali, tantissimi aspetti che con i nuovi regolamenti sono diventati ancora più restrittivi. Vanno presi in considerazione tantissimi aspetti”.
Ricci intanto ha sostenuto la scadenza del 16 a livello finanziario. “Mauro è veramente stato uno degli artefici di tutto questo, a lui va tutta la mia gratitudine, è stato lui a convincermi a tornare, altrimenti non avrei mai preso in considerazione di tornare a Perugia dopo 21 anni. Mi ha fatto tornare la voglia lui, spero che alla fine avrà ragione”.



Ale ha ” sbagliato” chi ti ha mandato in conferenza appena finita là partita
Ma che stai a di? E’ stato lui volontariamente ad andare in conferenza, e giustamente direi.
Dajee Ale