Domenica (fischio d’inizio ore 17,30) il Perugia dovrà mettere in valigia gli scarpini e anche un bel po’ di attenzione: a Piancastagnaio, contro la Pianese, c’è da affrontare una delle trasferte più indigeste della stagione. I precedenti, per cominciare, non sorridono: se si eccettua la vittoria per 1-0 in Serie D targata Frediani nell’ormai lontano primo dicembre del 2010 (gara seguita al famoso rinvio per neve di qualche giorno prima), su quel campo i grifoni non hanno mai raccolto risultati positivi.
E pur non essendo forse più la squadra ostica della passata stagione, la Pianese tra le mura amiche quest’anno non ha ancora conosciuto la sconfitta. Ha pareggiato quasi sempre e ha pure steso una corazzata come il Ravenna, a dimostrazione del fatto che il sintetico di casa resta un’arma letale, che conta più di tecnica e tattica.
La Pianese dopo una partenza difficile soprattutto fuori casa, ha trovato un po’ di seenità chiudendo la porta. Nelle ultime cinque partite, infatti, ha subito appena 2 gol, infilando una striscia di tre 0-0 che ha trasformato la difesa della formazione bianconera facendola diventare quasi impenetrabile. Ha messo insieme più clean sheet la squadra di Zanchetta da un mese a questa parte che il Perugia in tutto il campionato.
Il compito di Aimo Diana e dei suoi sarà dunque adattarsi, e in fretta. La parola d’ordine è non subire, soprattutto nella prima mezz’ora, quando i toscani sono soliti partire a testa bassa per sfruttare il vantaggio della conoscenza del terreno di gioco irregolare e gibboso, che specie dopo le precipitazioni regala rimbalzi imprevedibili e quasi sempre cattivi. Lo sa bene chi ricorda il rocambolesco 3-3 di tre anni fa (toscani in vantaggio addirittura 3-0, poi la tripla rimonta dei grifoni e il rigore sbagliato dai locali al 96′) nonchè la cocente sconfitta (2-1) della passata stagione, quando dopo il secco uno-due dei locali sul terreno che in occasione delle scivolate alzava metri di terriccio sintetico il gol di Nepi servì soltanto da consolazione.
Vero che una Lega professionistica non dovrebbe permettere di giocare in terreni così irregolari, altrettanto vero che tra l’altro anche al Curi la tradizione non è certo favorevole (1-1 nel 2024-2025, 1-0 firmato Bellini per i toscani l’anno scorso). E’ proprio ora di sfatare il tabù…


