A due anni dalla scomparsa AC Perugia Calcio ricorda con commozione e affetto Pierluigi Frosio, storico capitano biancorosso.
Con 323 presenze è il secondo giocatore per numero di partite nella storia del club e il primo per numero di presenze in Serie A (170).
Uno degli artefici di quel “Perugia dei miracoli”, quell’annata dell’imbattibilità (1978-1979) che si concluse con il secondo posto alle spalle del Milan senza mai perdere una partita.
Un capitano ma soprattutto un uomo dal grande carisma e forza, un punto di riferimento per compagni e tifosi.



Grande capitano dentro e fuori dal campo
A quel tempo c’erano i veri giocatori ( e Frosio era uno di questi) uomini veri che, al di la e o oltre la tecnica e la qualita’ , davano tutto per la maglia , ora purtroppo non e’ cosi’ in generale ma soprattutto a Perugia !
Vero anche un altra società che con poco aveva idee vent’anni avanti…diciamole tutte..un altra epoca (da ciò che mi raccontavano,sono dell 80 e per ovvi motivi anagrafici non ho potuto vivere)
SI SI GIUSTISSIMO, MA SAI BENISSIMO CHE POI SONO I GIOCATORI CHE VANNO IN CAMPO E SONO LORO CHE FANNO LA DIFFERENZA NEL BENE E NEL MALE AL DI LA DELLA TATTICA ,TECNICA ECT. ALLORA GIOCATORI DI GRANDE QUALITA’ NEL PERUGIA NON C’ERANO , MA TANTI LEONI CHE DAVANO IL 110 , IL CURI ERA VERAMENTE UN FORTNO CHE FACEVA TREMARE TUTTI,MA ANCHE IL SANTA GIULIANA LO ERA (IO SONO DEL 57 E TE LO POSSO TESTIMONIARE).ALTRO CALCIO ALTRI TEMPI, MA CHE BEI TEMPI !!!!!!……….
Prova
Che tempi! Anche Perugia aveva più coraggio e visione come città rispetto a ora. E la proprietà era locale, perché è vero che D’Attoma fosse pugliese però era un perugino acquisito visto che era stato dirigente Ellesse! E poi faceva da capofila di tante realtà del territorio. Avevamo tanto e davamo tanto. Ora il contrario… peccato Cucinelli che pure conosceva D’Attoma, al punto di entrare nel CDA del Perugia nel 1991, e che era anche amico di Frosio, Ceccarini, non torni al Perugia. Ora avrebbe pure le possibilità per investire.