Dal primo luglio la Serie C è entrata pet la prima volta nel regime del Salary Cap, riforma voluta e messa in atto dal presidente Matteo Marani, che punta a evitare che i club cadano in dissesto economico, oltre a rendere il campionato più equilibrato. Ma se per il Perugia è ormai chiaro che l’applicazione di questo nuovo regolamento sarà fortemente condizionante e cambierà radicalmente le prospettive stagionali al di là della manifesta volontà di Javier Faroni di non immettere più denaro spingendo il club ad autofinanziarsi, va specificato che in questi giorni tutti i club della categoria stanno iniziando a farci i conti, letteralmente. La conseguenza pratica sarà che le società non potranno più spendere per vincere ma potranno spendere solo ciò che producono.
Un elemento che cambia totalmente le carte in tavola: trattative, profili cercati, durata dei contratti, perfino il tipo di giocatori che un club potrà permettersi.
Il Salary Cap impone che gli stipendi totali non superino il 50% del valore di produzione del club (ricavi, sponsor, plusvalenze, biglietteria). La soglia andrà poi abbassandosi, fino ad arrivare a un 45% per la stagione 2027/28. Nel conteggio totale di ciò che le 60 squadre di Serie C potranno spendere dobbiamo includere stipendi, bonus individuali, diritti d’immagine e premi non legati a risultati sportivi. Sono invece esclusi i premi legati ai risultati sportivi, come quelli per la promozione, per la salvezza o per il raggiungimento dei playoff. Ogni club ha un tetto diverso: chi produce poco deve fare un mercato “leggero”, chi produce molto può permettersi ingaggi più alti. Niente più acquisti per certificare ambizioni, dunque.
Il valore di Produzione sarà individuato dalla somma degli incassi della società derivanti da introiti ricavati da gare, diritti televisivi, sponsorizzazioni e plusvalenze, i cui scambi incrociati tra due calciatori tengono conto soltanto della differenza tra le rispettive quotazioni. Nel calcolo bisognerà includere anche eventuali ricapitalizzazioni o versamenti dei soci, ma soltanto se scritti nel bilancio.
Stop ai contratti pesanti. Un singolo giocatore non può superare 9.500 € mensili di parte fissa e 13.500 € mensili complessivi (bonus inclusi), non si potrà andare oltre i 123mila euro complessivi lordi annui e in caso di sforamento è prevista una sanzione. Questo taglia fuori molti profili “di categoria superiore” che prima scendevano in C con contratti importanti, senza contare il fatto che spariranno le aste per i giocatori più importanti a suon di offerte da parte dei club più facoltosi. Il Salary Cap nasce anche per frenare questo fenomeno riducendo così le differenze economiche tra le società. A fronte di un livellamento delle possibilità economiche, chiaro che una grande piazza come ad esempio può essere considerata Perugia, al di là dell’attuale contingenza, continuerà ad essere appetita grazie al blasone, al pubblico, alle strutture e alle prospettive, in soldoni all’appeal che può offrire un club rispetto ad un altro.
Determinante sarà dunque la gestione, la capacità dei dirigenti di razionalizzare l’organico, evitando rose troppo ampie, giocatori sotto contratto magari fuori rosa che incidono sul monte-ingaggi e limitano la possibilità di intervenire sul mercato, proprio come accade al Perugia con i suoi esuberi in questi mesi. Sarà quindi determinante evitare errori in sede di calciomercato, programmando con precisione rinnovi e partenze e mantenere un numero equilibrato di calciatori. Di sicuro le società più facoltose avranno minori margini di spesa e dunque, almeno teoricamente, difficilmente potranno essere allestite rose troppo superiori alla media della categoria. Al posto della forza economica avranno un peso maggiore le idee, le capacità di scouting, la scelta del tecnico, la valorizzazione dei giovani.
I controlli saranno mensili e le sanzioni automatiche, pertanto la Lega monitorerà ogni mese. Se sfori multa del 15% dell’eccedenza (tra 50% e 70%), multa del 20% oltre il 70%. La Lega Pro si impegnerà a controllare che tutti i club siano in regola secondo le disposizioni vigenti. Le verifiche ufficiali verranno effettuate nei mesi di novembre 2026, marzo e maggio 2027. Si procederà a una formale istruttoria e dopo aver concesso un termine di 3 giorni per eventuali difese, qualora un club non sia in regola, verrà colpito da una sanzione pecuniaria.
In ogni caso i club non potranno essere esclusi dal campionato o subire una penalizzazione in classifica. Alle società non in regola, infatti, verrà irrogata una multa proporzionale all’eccedenza e calcolata in modo diverso a seconda di quando venga eccepita l’irregolarità. Il denaro poi raccolto verrà destinato ad alimentare la provvista necessaria per l’attuazione della “Riforma Zola” (voluta dal vice-presidente della Lega Pro, Gianfranco Zola, inerente all’utlizzo dei giovani nel nostro campionato). Il tutto all’insegna della più assoluta sostenibilità.
Ma come stanno reagendo le società di C in questi primi momenti? Dopo un paio di mesi di riorganizzazione, praticamente tutti i club si starebbero rendendo conto della quasi certa impossibilità di riuscire a rientrare nei parametri e quasi tutti (Perugia compreso) si stanno rassegnando a pagare qualche multa, sia pure nella maggior parte dei casi di dimensioni modeste. E starebbero anche emergendo le prime criticità: la Lega Pro potrebbe infatti non essere riuscita a pensare proprio a tutto, se è vero che a fronte del taglio degli ingaggi dei calciatori non c’è ancora una norma per calmierare le richieste degli agenti e dei procuratori sportivi, rimaste ad oggi immutate e destinate a condizionare la stragrande maggioranza delle operazioni di mercato messe in itinere.
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Regolamento un po cervellotico ma doveroso mettere un tetto alle spese altrimenti si va avanti a 3/4 fallimenti l anno …che nel medio periodo può portare alla scomparsa della lega pro…
Non so quello che può succedere quest anno perché conti alla mano la maggior parte delle Società di Lega pro si troverà ad allestire una rosa con un monte ingaggi sotto il milione di € ….quello che si spende per fare un buon campionato di serie D