Le notti europee del Grifo: l’Intertoto 2003 e l’avventura in Coppa UEFA

Per una piazza che l’Europa l’ha frequentata poche volte, ogni notte continentale ha un peso specifico diverso.

curva nord tifosi perugia

A Perugia queste serate si contano sulle dita di una mano, e proprio per questo restano scolpite nella memoria di chi le ha vissute. La più bella porta la data del 26 agosto 2003 e il nome di una città tedesca che fino a quel giorno molti tifosi biancorossi avrebbero faticato a collocare sulla cartina: Wolfsburg.

Il precedente del 1979

Per capire il valore di quell’estate bisogna tornare indietro di ventiquattro anni. Dopo la stagione da imbattuto del Perugia dei miracoli, la squadra di Ilario Castagner si guadagna la Coppa UEFA 1979-80. Supera al primo turno la Dinamo Zagabria con un 1-0 al Curi e uno 0-0 in Jugoslavia, poi si arrende al secondo turno contro l’Aris Salonicco. Da quel momento l’Europa diventa un ricordo e, per lunghi anni, quasi un miraggio.

La rincorsa di Gaucci e Cosmi

Il ritorno prende forma nell’era di Luciano Gaucci e Serse Cosmi. La prima partecipazione all’Intertoto, nell’estate 2002, si chiude al terzo turno contro lo Stoccarda. La stagione 2002-03 però è di quelle che lasciano il segno. Il Grifo arriva in semifinale di Coppa Italia dopo aver eliminato Sampdoria e Juventus, e chiude il campionato al nono posto a pari merito con il Brescia, conquistando un nuovo biglietto per l’Intertoto. L’estate porta partenze pesanti, Fabrizio Miccoli su tutte, ma Cosmi ricostruisce una squadra solida attorno al suo 3-5-2.

Dalla Finlandia a Nantes

Il cammino comincia contro i finlandesi dell’Allianssi, liquidati con un doppio 2-0. Al Curi segnano Bothroyd e Fusani, in trasferta Fabio Gatti e Zé Maria. In semifinale l’asticella si alza con il Nantes. All’andata in Francia decide un colpo di testa del difensore Di Loreto, al ritorno basta uno 0-0 sofferto, con i francesi rimasti in dieci nella ripresa.

La doppia finale con il Wolfsburg

L’ultimo ostacolo è il Wolfsburg di Jürgen Röber, con il talento argentino Andrés D’Alessandro e l’attaccante Diego Klimowicz. Il 12 agosto il Curi accoglie circa venticinquemila spettatori. Cosmi schiera Kalac in porta, Zé Maria e un giovane Fabio Grosso sugli esterni, Obodo in regia con Tedesco e Fusani, Bothroyd e Vryzas in attacco. Il gol arriva al 38′: il portiere tedesco respinge un pallonetto di Zé Maria e Bothroyd insacca di testa sulla ribattuta. Finisce 1-0, con Kalac decisivo su D’Alessandro nella ripresa.

Oggi ogni sfida europea viene sviscerata in anticipo tra statistiche, analisi e quote su piattaforme come NetBet.it. In quell’estate, invece, pochi avrebbero puntato sul Perugia in Germania. Il 26 agosto, alla Volkswagen Arena, è capitan Giovanni Tedesco a sbloccarla al 17′, di testa su punizione di Zé Maria. Prima dell’intervallo il Wolfsburg resta in dieci per l’espulsione di Thiam, e allo scadere Berrettoni, entrato al posto di Bothroyd, firma il 2-0 con una conclusione sotto la traversa. Al fischio finale festeggiano anche i circa cinquecento tifosi arrivati dall’Umbria. Cosmi, cresciuto nel mito del Perugia dei miracoli, la definirà “la vittoria della vita”.

La Coppa UEFA e la rivincita con l’Aris

L’Intertoto apre le porte della Coppa UEFA 2003-04, e il Grifo non sfigura. Al primo turno elimina gli scozzesi del Dundee, vincendo 2-1 in trasferta e 1-0 al Curi. Al secondo il sorteggio regala un incrocio dal sapore particolare: l’Aris Salonicco, la stessa squadra che nel 1979 aveva interrotto il sogno europeo. Questa volta finisce diversamente, con un 2-0 a Perugia e un 1-1 in Grecia. La corsa si ferma ai sedicesimi contro il PSV Eindhoven, dopo lo 0-0 dell’andata e la sconfitta per 3-1 in Olanda.

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