Una Sala dei Notari gremita in ogni ordine di posti ha accolto domenica mattina l’evento di presentazione del libro di Claudio Sampaolo “TIGRE, storia romantica di un terzino”. E’ la risposta della città alla chiamata per celebrare uno dei suoi eroi immortali, Antonio Ceccarini da Sant’Angelo in Vado, protagonista nel Perugia dei Miracoli nella stagione dell’imbattibilità e di altri sei campionati in maglia biancorossa, la cui vicenda di imprenditore e uomo di spessore è stata approfondita nel volume edito da Morlacchi Editore.
Un evento riuscito grazie anche e soprattutto alla presenza e alle testimonianze di chi ha conosciuto e ha vissuto al fianco di Ceccarini, a cominciare dalla moglie Grazia, i figli Matteo e Gaia, i fratelli Giuseppe e Maurizio con l’amico Gianni Antonini nella folta rappresentanza arrivata direttamente da Sant’Angelo in Vado, poi ancora gli ex compagni Franco Vannini, Mauro Amenta, Michele Nappi, Giampiero Molinari, Maurizio Marchei, poi Luciano Ghirga, Sabrina Curi, Federico Castagner, Galliano D’Attoma, Francesco Ghini, Luca Brustenghi, Pino Roma, Federica Cucinelli (che ha portato i saluti del marito Brunello, indisposto dall’influenza), l’ex sindaco Andrea Romizi, una rappresentanza del Museo del Grifo e centinaia di appassionati, coinvolti, divertiti e a tratti commossi.
Le Istituzioni
“Il Tigre – ha iniziato la sindaca Vittoria Ferdinandi – rappresenta l’identità collettiva della città. Tutti siamo amareggiati per come è andato il derby e ci fa bene in un giorno come questo riscoprire quel pezzo di storia, rivivere quell’esempio luminoso che ci indica la strada”. “Pima di diventare giocatore nel suo stesso ruolo – ha raccontato invece l’assessore allo Sport Luigi Vossi, a sua volta ex grifone – lo conobbi che ero un giovane raccattapalle che ammirava la sua postura, di giocatore e di uomo mite, concentrato e mai sopra le righe. Non a caso le caratteristiche amate dai perugini”.
La famiglia
“Nel decimo anniversario dalla sua scomparsa – ha spiegato invece il figlio Matteo, tra l’altro grande tifoso del Perugia – abbiamo pensato di raccontare l’uomo, posto che il calciatore già lo si conosceva. La mia è una famiglia che non ama l’esposizione mediatica ma abbiamo comunque trovato la forza di tirar fuori i ricordi, la storia di un bambino che aveva un sogno raggiunto con la determinazione e la concentrazione e che forse è andato anche oltre, lasciando valori e una traccia non sempre facile da seguire”. “Io stessa – ha spiegato la figlia Gaia – ho scoperto particolari della vita calcistica di mio padre che non conoscevo. Era un uomo di poche parole ma sempre giuste, dirette, opportune, risultato di profonde riflessioni su qualsiasi argomento. La dimostrazione che con grinta, coraggio, concentrazione si possono raggiungere tutti gli obiettivi”. “Antonio è stato una persona perbene – le ha fatto eco la moglie Grazia Conti – serio ed impegnato nel calcio e nella vita ma anche gioioso e stravagante, un uomo normale amante della vita”.
Gli ex compagni
Quindi, il ricordo degli amici e compagni come Michele Nappi, che è arrivato a schermirsi: “Io e il Cecco giocavamo in A con qualità tecniche limitatissime e così avevamo bisogno di altre cose, concentrazione asfissiante, determinazione senza tentennamenti, di fare più sacrifici rispetto ai campioni”. La modestia infinita di un campione che poi vinse lo Scudetto nella Roma di Liedholm. Dal canto suo Giampiero Molinari ha raccontato tra il serio e il faceto aneddoti immortali su Ceccarini: “La scommessa vinta con D’Attoma su una ammonizione che riuscì a non prendere sotto diffida, la sua abitudine di mangiare sempre una mela dopo ogni partita, l’intestardirsi nel voler giocare le partitelle del martedì da centravanti quando nessuno voleva stare in squadra con lui”.
Gli amici
Dai compagni agli amici, ecco Pino Roma: “Ricordo che dopo ogni partita mi chiedeva: Come ho giocato? Dove ho sbagliato? Era un perfezionista. Ramaccioni lo aveva scoperto in un torneo a Pistrino, mi disse: ho visto un giocatore, di sinistro, di destro e di testa non la prendeva mai ma poi il pallone lo aveva sempre lui. Capii che lo avrebbe preso”. L’amica di famiglia Federica Cucinelli ha ricordato invece come Antonio fosse “rimasto sempre il ragazzo di Sant’Angelo in Vado”.
Gli autori del volume
A editare il volume la Morlacchi Editore, il racconto e i propositi di Gianluca Galli: “Il 15 febbraio mi è arrivata la mail con la proposta della famiglia e l’ho accettata in cinque minuti, sono felice di questo progetto editoriale che riporta Ceccarini nella sua realtà e spero che sia solo il primo in una collana di libri sugli eroi biancorossi”. L’autore Claudio Sampaolo ha chiuso l’evento nel modo migliore: “Tutti lo chiamavano Cecco, a Sant’Angelo addirittura Tonino. Il soprannome Tigre mi venne da uno spot del 1966 sul carburante per auto, lui all’inizio non lo gradiva: mi fai passare per uno scarpone, mi diceva. Ma gli spiegai che invece celebrava la sua incredibile aggressività sugli avversari. Parliamo di un difensore che nel ’77-78 arrivò secondo dopo Gentile nel classifiche di rendimento della Serie A e nel ’78-79 addirittura primo, non era mai accaduto a nessuno del Perugia. Parliamo di storia romantica di un terzino perchè durante la stesura del libro ci siamo resi conto che stava uscendone un romanzo. La storia è reale e non romanzata, ma sicuramente romantica come lo è anche la parola terzino e romantica è una esistenza ricca di episodi e di vicende che hanno visto protagonisti un gruppo di uomini indimenticabili. La sua risposta più emblematica: Tigre, come riesci a correre sempre per tutta la partita? Corro 90 minuti perchè così dura la partita…”.






