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Castagner: “Mi pianse il cuore per il Santa Giuliana, ma il nuovo stadio…”.

La costruzione in 100 giorni dello stadio di Pian di Massiano è stata il tema di “Una notte al Museo” con tanti protagonisti di allora.

Primo appuntamento stagionale di “Una Notte al Museo”. La casa della storia del Grifo ha accolto stasera alcuni dei protagonisti di uno degli eventi più singolari nel mondo del pallone, la costruzione a tempo di record dello Stadio Comunale Pian di Massiano. L’anno è il 1975 e il popolo perugino aveva ancora nelle vene l’adrenalina per la prima indelebile promozione in serie A del Perugia di Castagner. “La decisione – ha ricordato il tecnico del “Grifo dei miracoli” – maturò verso la fine del girone di ritorno del campionato precedente. Il vero motore verso questo progetto l’ha data la squadra, che partì fortissimo in serie B. Avevamo una costanza di rendimento tale che si capì subito che non avremmo fallito l’obiettivo. Quelli che ebbero l’idea di fare lo stadio nuovo trovarono linfa proprio dai nostri risultati. Per quel Perugia serviva uno stadio nuovo. Io al Santa Giuliana ci ho giocato e mi piangeva il cuore, ma capivo che era una cosa che serviva, tanto che spesso passavo al cantiere a ‘pressare’ gli operai per sollecitarli a finire in tempo per l’inizio del campionato”. L’ultima parte dell’impianto fu completata grazie a turni notturni pur di arrivare puntuali al primo appuntamento, il match contro il Milan di Trapattoni andato poi in scena di fronte a 35.000 spettatori. Alla serata, coordinata dal giornalista Mario Mariano, sono intervenuti anche Francesco Ghini, Mario Gradassi, allora dirigente ‘numismatico’ del Perugia, e gli ingegneri Luigi Corradi e Fabio Maria Ciuffini. Ghini ha ricordato che non fu solo il padre a costruire l’impianto, ma l’opera è merito di un pool di aziende perugine. “Fare lo stadio in cento giorno – ha detto l’attuale presidente del Consiglio comunale, Leonardo Varasano è un’impresa epica e credo resti tale, ora i tempi sono cambiati”.

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