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“Perugia, il talento innato di Konate ti emozionerà. Con l’appoggio di Cosmi”

Dopo l’intervista-rivelazione del giovane guineano fuggito dagli scontri etnici e scoperto calciatore a Perugia, l’agente-talent scout Antonio Altrui conferma la storia e rivela nuovi particolari a ‘L’Inchiesta-Quotidiano’: ‘La prima volta lo vidi giocare in cortile con mio figlio…’

La storia di Amara Konate ha fatto e fa parlare. Non si tratta del primo caso di un immigrato sbarcato in Italia con il barcone fuggendo da guerre, soprusi e fame per garantire a sè ed ai suoi cari un futuro e che poi è riuscito a farsi largo nel dorato mondo del calcio, realizzando un sogno. Ma la vicenda del giovane guineano del Perugia fuggito dagli scontri etnici del suo paese, ha del prodigioso anche per altri motivi: oggi ha 21 anni, fino ai 18 non aveva mai giocato professionalmente a pallone. Eppure oggi ha debuttato in B e un certo Serse Cosmi ripone in lui fiducia e grandi aspettative.

A riprendere l’intervista del giovane centrocampista effettuata tra gli altri da CalcioGrifo, ieri è stato un quotidiano di Frosinone, ‘L’inchiestaQuotidiano‘ di Frosinone, in un articolo a firma Roberto De Luca. Che è andato a rintracciare Antonio Altrui, una sorta di padre putativo per il giovane centrocampista del Perugia. Ecco le dichiarazioni dell’agente romano, figura fondamentale per il giovane Amara non solo come scopritore di talenti: “Sono molto affezionato ad Amara, proprio per la sua storia – ha dichiarato Altrui -. Me ne presi cura sin da subito, da quando non aveva nulla se non il suo sconfinato talento. Dapprima lo portai al Real Cassino dove mi consigliarono di farlo visionare a squadre professionistiche. Così feci trasferendolo al Perugia dove giocò un paio di mesi nella Primavera per poi approdare subito in prima squadra. Successivamente fece un anno in prestito al Rieti, disputando una stagione pazzesca. Tornato nuovamente al Perugia, ha continuato il suo straordinario percorso fino ad oggi, grazie anche all’appoggio di un grande allenatore come Cosmi che continua ad esaltarne le sue infinite qualità”.

Ma come si può diventare calciatori in due anni? La risposta di Altrui fa riferimento alla natura: “Si dice che il calcio sia nato per le strade, che l’origine di questo sport sia nella semplicità del suo gioco, così da coinvolgere bambini di ogni età ed in ogni luogo. Con Amara è andata proprio così. Era solito giocare con mio figlio in cortile. Lo stesso ne riconobbe sin da subito le profonde qualità tecniche, mi colpì all’istante. E quando intravedi nella semplicità di esecuzione un talento innato, allora vuol dire che quello è un giocatore che può regalare emozioni non solo a sé stesso ma anche agli altri”. 

Fisico possente, grande fisicità e presenza, dinamismo, duttilità, calcio potente (tira punizioni come pochi: due gol in Primavera e due nel Viareggio tutti da calcio franco in pochissime presenze): il potenziale di Konate, non scevro ancora da ingenuità soprattutto a livello tattico, è davvero ancora tutto da scoprire. Sulla scia dei vari Zebli, Drole e Kouan, il Perugia si coccola il proprio futuro.

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