Ha scelto una modalità nuova, Javier Faroni, per comunicare con i tifosi del Perugia. Il presidente argentino non ama le conferenze stampa, le telecamere e le luci dei riflettori, così ha preferito ospitare nella sede di Pian di Massiano gruppi di giornalisti per avere la possibilità di creare con loro un dialogo e una interazione, non solo meccaniche risposte ad anonime domande. Sono state coinvolte tutte le testate locali, i quotidiani, la tv esclusivista Umbria Tv e le altre, le testate online. Ne e è uscita una lunga e interessante conversazione, magari non ancora del tutto esaustiva rispetto agli intendimenti e alle prospettive del Perugia ma che pone sicuramente alcuni punti fermi rispetto ai tanti dubbi dei tifosi, amplificati e resi più urgenti dai risultati negativi della squadra dal closing ad oggi.
Buongiorno presidente, partiamo dal cambio di allenatore. “C’è stato a causa dell’assenza di risultati, perlomeno da quando sono arrivato. Sia dal punto di vista dei punti che del gioco. Va detto che il precedente allenatore ha compiuto un ottimo lavoro portando tanti giovani dal Settore Giovanile in prima squadra, forse ce l’avrebbe fatta col tempo ma abbiamo deciso di operare immediatamente prendendo un tecnico di esperienza e dalle spalle larghe come Zauli”.
Ma c’è ancora modo secondo lei di raddrizzare questa stagione? “La situazione non permette di aspettare, abbiamo bisogno di fare punti prima possibile. Anche il tecnico della Torres ha detto che la nostra rosa meriterebbe di stare più in alto rispetto all’attuale classifica. Anche per questo abbiamo cambiato, per dare nuova spinta alla squadra e risalire”.
Ma siete pronti a fare subito investimenti? Siete nella condizione di affrontarli già a gennaio? “Abbiamo appena ingaggiato un nuovo allenatore che non vuole una rosa troppo ampia, oggi ci sono 32 elementi e lui ci ha già comunicato di voler lavorare con una rosa più ridotta. Dovremo ridurre a 25 elementi, poi allenatore e direttore sportivo ci diranno cosa serve. A novembre o dicembre avremo una idea più chiara di cosa servirà e sapremo come muoverci. I soldi ci sono e li metteremo”.
La concorrenza è forte e nutrita, in C ci sono club che spendono molto. “I club che investono hanno situazioni ben più equilibrate della nostra. Noi abbiamo contratti dei giocatori molto lunghi e difficili da smaltire, dobbiamo cominciare a ragionare sulle rescissioni per poi acquisire giocatori di elite per la C, il progetto è questo. Non arriveranno giocatori che piacciono a me ma i giocatori che ds e allenatore mi chiederanno di prendere. La prima misura che portiamo avanti è di risanamento, il club aveva un debito molto alto che stiamo rifinanziando. Si tratta di un club che perde molto denaro ogni anno per le spese correnti, il primo obiettivo è rimettere questa situazione in equilibrio per poi lavorare. In un mese da quando siamo arrivati abbiamo fatto tanti investimenti interni, provveduto a pagamenti arretrati, situazioni da correggere che richiedono tempo. Nessuno vuole comprare un club in perdita, se uno lo fa è perchè ha voglia e determinazione per rimettere in piedi la situazione prima di volare verso l’alto”.
Il riferimento alle spese correnti dà l’idea di come il problema siano i costi, ancor prima dei debiti. Costi che evidentemente non vi aspettavate. “Abbiamo avuto qualche sorpresa, trovato condizioni peggiori di quello che pensavamo. La prima squadra aveva necessità di base da risolvere immediatamente per poi poter giocare nelle condizioni migliori. Abbiamo risolto queste problematiche velocemente per concentrarci poi sul gioco”.
Quale è il progetto sportivo e imprenditoriale, quali sono i capisaldi? “Il Perugia è mio per il 90 per 100 e del mio amico Martin Molinari per il 10. Nessuno compra un club investendo tanti capitali per farlo andare peggio ma per farlo crescere, prima di tutto finanziariamente ma deve essere una crescita sostenibile. Il faro come prospettiva di lungo termine è la serie A, ma questa strada per essere percorsa ha bisogno di fondamenta equilibrate a livello economico e finanziario, la crescita sportiva va accompagnata a quella economica. Il Perugia perde una grande quantità di denaro ogni anno e gli investimenti devono tenere conto sia di queste perdite che dei nuovi progetti, l’obiettivo è salire di categoria e generare giocatori giovani per la prima squadra. Per questo abbiamo aumentato il budget del Settore Giovanile del 50 per 100 per quest’anno e dal prossimo del 100 per 100, proprio per perseguire questi obiettivi”.
In molti ritengono che a questa società manchi un uomo di calcio, un dirigente esperto alla Comotto. Inoltre andrebbe chiarita la posizione e la figura di Triulzi, che gli agenti dei giocatori possono vedere come un concorrente. “La responsabilità totale del progetto sportivo è di Jacopo Giugliarelli e del tecnico. Sono persone che conoscono bene il calcio italiano, poi è vero che ho uno o due consiglieri che possono darmi informazioni, ma il ds ha totale autonomia e in ultima istanza la completa responsabilità della parte sportiva. Poi tutti possiamo avere opinioni ma non sarà mai io ad andare dal ds o dal tecnico a dirgli cosa fare, la competenza è loro. Il ds è a scadenza? Lavorerà per il progetto sportivo e poi valuteremo se la sua scelta è stata giusta o meno. Quanto a Triulzi, è solo un consulente, la sua presenza non significa che il club si rivolgerà esclusivamente a lui. La decisione finale spetterà sempre al ds, all’allenatore e a me”.
Ha parlato di situazione più difficile rispetto a quella che si aspettava, sia nel progetto sportivo che a livello economico. Si è pentito di avere acquistato il Perugia? “La situazione è peggiore di quel che pensavo, c’è da fare più lavoro e ci sono da mettere più soldi. Ma no, nessun pentimento. A me piacciono le sfide, sapevo cosa avrei trovato e dove posso arrivare, anzi, sono molto felice. L’unica delusione viene da alcuni personaggi che davanti ti dicono di amare il Perugia e di essere coinvolti al 100 per 100 e invece poi ti giri e ti tirano le pietre”.
Ha acquistato un club che ha un passato di grande rilievo nel nostro calcio. Sente il peso della storia del Perugia? “Il Perugia ha il peso di una grande squadra che non merita di stare dove si trova. Il perugino vuole altro ma la situazione rispetto ad anni fa è diversa, questa differenza pesa ma io non sento la pressione. Il mio è un lavoro a lungo termine, guardate che se il prossimo anno saremo in B, sarà avvenuto quasi per caso. Tutte le aziende hanno bisogno di far crescere l’aspetto sportivo e la struttura aziendale, poi domani tutti vorremmo essere in A, sarebbe bellissimo ma la realtà è diversa. Io non sento la pressione della gente, anzi, sento molto affetto, tutte le volte che incontro qualcuno mi dice “forza”. Non mi dice cose diverse, solo “forza”. Significa che la gente conosce la situazione e sa che non sarà facile risollevare il Perugia e portarlo dove merita”.
Avete in animo una partecipazione al progetto dello stadio? “Il Comune sta iniziando i lavori per la ristrutturazione dello stadio, ne sono contento, non dovremmo avere altri progetti immobiliari”.
In Argentina la gente sa di questa sua iniziativa a Perugia? “Sì, lo sa. Sui giornali e sui mezzi di comunicazione più importanti se ne è parlato, sono un personaggio pubblico. Poi i miei conoscenti mi chiedono se abbiamo vinto o perso, arrivano chiamate e devo preparare treni di magliette. Diciamo che ora il Perugia ha molti più tifosi in Argentina. Se mi chiedono chi me lo ha fatto fare? Eccome, tutti i giorni abbiamo una sorpresa e sarà così probabilmente fino a quando arriveremo a un livello migliore di stabilità. Mi sveglio all’alba per via del cambio di orario con un problema da risolvere. Ma questo non toglie che sono felice di avere preso il Perugia”.
I perugini hanno due sogni: vincere il derby e andare in serie A. “Lavoriamo per questo, sono anche i miei desideri. Lavoriamo per noi e per i tifosi, l’arrivo della Ternana è stato uno dei motivi del cambio in panchina. Avevamo tre partite ravvicinate prima del derby e la speranza è che la squadra ci arrivi dopo una decina di allenamenti con Zauli, che possa già avere dato la sua impronta alla squadra”.
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Portiamo il pallottoliere
CON LA TERNANA PRENDIAMO 16 GOAL!!!
Mah !!!
Le intenzioni sono apprezzabili, però ci vogliono i giocatori.
beve meno
Se’ pentito , avoia
Non è la strada giusta!!il buongiorno si vede dal mattino e qui è solo buio
Anche i miei amici argentini ora tifano il Perugia. Faroni dovrà cominciare ad investire a Gennaio per invertire la rotta, questa rosa non è una buona base per salire di categoria
intanto salviamoci.
Cmq tutto vero meno che il titolo ….ho sentito l intervista e nn ha parlato di serie A come farò anzi …. GIUSTAMENTE NN HA FATTO PROCLAMI quindi inutile scrivere cose nn vere e farci titoli ….
La sua considerazione è falsa e del tutto fuori luogo. Sostiene di avere assistito ad una intervista privata, quando nella sala riunioni della sede del Perugia eravamo presenti noi ed altri giornalisti ma non erano presenti tifosi. Ora, a meno che lei non sia un collega (sarebbe inqualificabile se lo fosse e non si qualificasse) lei sta dunque dicendo una stupidaggine. La frase precisa di Faroni è riportata nell’intervista: “Il faro come prospettiva di lungo termine è la serie A, ma questa strada per essere percorsa ha bisogno di fondamenta equilibrate a livello economico e finanziario, la crescita sportiva va… Leggi il resto »