Non solo Grifo, i giocatori del Rimini: “Non siamo cadaveri né burattini, vogliamo chiarezza”

Conferenza congiunta nel dopogara dei calciatori più esperti: "Noi ci siamo fino alla fine"

Non si accetta di essere additati come cadaveri, non si è burattini messi in campo e si vuole presto chiarezza. Dopo Rimini-Ternana, i sette calciatori della vecchia guardia biancorossa si sono presentati in sala stampa per dire la loro. La situazione di assoluta incertezza che avvolge la squadra riminese, il mercato che ha portato quasi tutti quelli della rosa 2024-2025 alla cessione e un futuro non ancora ben definito, portano i calciatori in questione a esporre le loro ragioni.

Bellodi, De Vitis, Lepri, Longobardi, Piccoli e Vitali. Per tutti, ha parlato Alessandro De Vitis. “Lui – ha detto Gabriele Bellodi che ha introdotto la mini conferenza – è il capitano scelto dal gruppo“. Un capitano che, però, qualcuno ha probabilmente declassato. Lo stesso De Vitis, infatti, spiega: “Il capitano è Gabriele, dal momento che è stato detto che non sono più io“.

Poi, esprime i concetti che tutti e sette si sentono di esporre: “Ci ha dato fastidio, dopo quello che è successo in queste settimane, essere definiti come ‘cadaveri’. E’ stato inelegante, verso ragazzi che hanno passato giorni inconsueti nel nostro mondo. Abbiamo fatto delle partite che sono andate ben oltre le nostre aspettative. Su questo, dobbiamo ringraziare anche i ragazzi appena arrivati. Promettiamo di integrarli prima possibile perché il nostro impegno sul campo sarà sempre encomiabile. E’ stato detto che i giocatori volevano andare via da Rimini, invece il gruppo che si era creato lo scorso anno amava questa città. Poi, siamo arrivati agli ultimi giorni di mercato e se alcuni sono andati via è stato per altre problematiche, non perché non ci piacesse Rimini“.

Chiude con un riferimento al caos societario che si sta vivendo a Rimini: “Chiediamo quanto prima più chiarezza anche sull’organigramma. Non sappiamo con chi relazionarci. C’è gente che viene e gente che va. Vorremmo quello che una normale squadra di calcio ha il diritto di avere. Abbiamo diritto di sapere per chi lavoriamo e chi ci rappresenta. Noi non siamo burattini messi qui, ma esseri umani, ognuno con la sua vita e ognuno con la sua carriera“.

Redazione

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1 Commento
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Astorre
1 anno fa

Chiediamo le dimissioni di Gravina che ha portato il calcio italiano in questa situazione. Mi spiace per Zola e Gattuso, ma come fanno a mischiarsi con questa dirigenza

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