La combattività, la condizione atletica e la serenità ritrovata, il fattore campo, i tifosi sugli spalti, la guida in panchina di Giovani Tedesco e fuori dal campo di Riccardo Gaucci e Walter Novellino. I vantaggi a favore dei grifoni in vista di un derby con l’Arezzo da affrontare senza il favore del pronostico non mancano, ma ce ne va aggiunto un altro altrettanto significativo: la tradizione.
Perchè da sempre Perugia e il Curi rappresentano un tabù per la formazione amaranto, che nella sua storia in campionato è riuscita a portare a casa in 3 punti soltanto una volta la bellezza di 39 anni fa, stagione di Serie B 1985-86, 2-0 con reti di Facchini e Ugolotti. Per il resto quasi solo delusioni, ivi inclusa quella pesantissima della passata stagione. Anche in quel caso l’Arezzo affrontò il derby da favorito ma contro il Grifo di Zauli ci rimise le penne: 2-0 con reti di Di Maggio e Montevago. Vale ricordare che a pochi giorni di stanza al Curi ci fu il derby di Coppa Italia e in quell’occasione l’Arezzo vinse 2-1 con la famosa doppietta di Ogunseye (oggi da questa parte della barricata) cui replicò Matos su calcio di rigore.
A Perugia, si diceva, per gli amaranto dai primi anni Trenta ad oggi (quasi cento anni di derby) le soddisfazioni sono state poche: 2 blitz (uno in B e uno In Coppa, nessuno in C), appunto, poi 13 pareggi e 18 sconfitte, con 47 reti subite dai grifoni e appena 18 segnate. D’altro canto in Toscana sono sicuri stavolta di sfatare il tabù e ne hanno tutti i motivi, visti i risultati in campo esterno ottenuti sinora dalla corazzata di Bucchi: 5 blitz e un pareggio in 6 trasferte, ben 15 reti realizzate e 5 subite. Al “nuovo” Perugia il compito di dimostrare il contrario.
Seguici su
Aggiungi calciogrifo.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.



Sfateremo anche questa prevedono gli amaranto vincenti 2.1
Salame