Ci teneva da matti, soprattutto pensando al modo in cui era finita la sua prima straordinaria avventura nel Perugia vent’anni fa. Con questa salvezza, raggiunta attraverso una straordinaria rimonta partendo dal fondo, Riccardo Gaucci sente di avere pagato un debito che aveva con Perugia e con il Perugia. Le sue mosse sul mercato di gennaio hanno regalato alla squadra affidata a Tedesco la qualità che mancava, nella fase offensiva la classe di uno come Verre, l’esperienza di Canotto, la fantasia di Bolsius, la freschezza di Nepi oltre al raziocinio di Ladinetti in mezzo e alla fisicità, la potenza e il dinamismo di Stramaccioni in difesa. Tutti elementi arrivati grazie alle mosse in uscita, che hanno alleggerito il Perugia di stipendi rilevanti e giocatori non più utili alla causa. Per la perfezione mancava forse anche un terzino ma fare di più e di meglio sarebbe stato oggettivamente difficile. Sempre rispettoso dei ruoli nonostante il cognome ingombrante, al servizio del Perugia, del Dg Borras e del presidente Faroni, è stato una presenza costante, una spina nel fianco dei grifoni, ha raggiunto lo scopo di tenerli sul pezzo lavorando in forcing giorno dopo giorno a costo di inimicarseli o talvolta di discuterci animatamente. Qui sì, comportandosi da Gaucci. Missione compiuta.
Walter Alfredo Novellino dopo una carriera straordinaria e ricca di soddisfazioni stava meditando di non dedicarsi più alla panchina, anche per lui quella di tornare a lavorare per il Perugia si è rivelata un’occasione e insieme una missione. Come Riccardo anche lui ha lavorato per amore e per la gloria, presenza carismatica, preziosa e discreta, del tutto disinteressata, mettendo la sua enorme esperienza al servizio del Perugia sul calciomercato e con i giocatori. Muovendosi con grande discrezione e solo e sempre con il placet di Gaucci e Tedesco, senza far mai pesare il suo nome o il suo curriculum, spendendo le sue conoscenze prima di tutto per il bene del tecnico in carica, spesso prodigandosi per ricucire gli strappi o per cementare dove erano stati appena ricuciti. Missione compiuta.
Rilevare da allenatore una squadra blasonata come il Perugia sull’orlo del baratro della C, risollevarla e riportarla a galla è stata impresa che sarà compresa appieno e valorizzata soltanto con il passare del tempo. Come spesso accade sarà la storia a rendere giustizia a Giovanni Tedesco, il capitano dei tempi più belli, tornato al capezzale del suo Grifo dopo decenni nel momento del bisogno. Impresa costruita sui sentimenti, sui valori umani e sulla capacità di farsi voler bene da uno spogliatoio prima devastato e poi ritrovato, ricostruito a partire dalle colonne, il suo merito più grande. Immerso 24 ore al giorno nel bianco, nel rosso e in tutte le relative sfumature per risolvere il rompicapo della salvezza, impegnato a evitare le continue ricadute mentali di un gruppo con poche certezze, nello studiare avversari e soluzioni tattiche e regalare coraggio, nel cercare il modo di sfruttare le armi vecchie e nuove. Una rimonta alla media-playoff di 1,29 punti a partita. Nell’era dei social per un innamorato come lui ogni insulto una coltellata, ogni applauso uno spunto, ogni critica un motivo di riflessione fino all’epilogo di Forlì, dove l’abbraccio della Nord lo ha commosso e riconquistato, dove ha capito di essere ancora l’eroe della sua gente. Missione compiuta.
Ha funzionato la mossa messa in atto da Hernan Garcia Borras, uomo discreto, acuto e dalla enorme laboriosità in azione dietro le quinte, sulle spalle il peso dell’intero Perugia dopo le disavventure cui è andato incontro il presidente Javier Faroni che a lui si è totalmente affidato. La mossa di creare una triade di grandi ex, un trio di uomini disinteressati, competenti, pronti a lavorare per il Grifo e con il Grifo nel cuore dopo che con Mauro Meluso il rapporto non aveva funzionato, si è rivelata del tutto azzeccata. Nelle prossime ore ci sarà un incontro, la triade vedrà Borras e si comprenderà il futuro. Alla luce di quanto sta accadendo al di là dell’oceano, ci sono poche certezze e dunque sarà bene attendere. Di sicuro però qualcosa in questi sei-sette mesi è stato costruito e questo qualcosa ha un valore. Potrebbe bastare poco, mettere tre o quattro tasselli importanti al posto giusto, la conferma dei migliori di questo organico cui unire un nucleo di giovani di grande valore e dal grande futuro, per costruire un gruppo che potrebbe diventare vincente. Perugia merita ben più di una salvezza all’ultimo tuffo in Serie C e questo è il punto di ripartenza sul quale tutti concordano.
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Chi denigra e’ formidabile… battute da quarta serie.. appunto!!
Ritrovateli Voi un Dattoma.. e un Ramaccioni.. please!!
Tutti tre hanno lavorato per il bene del perugia. Credo che possano fare meglio prossimo anno.magari ci portano in serie B. Forza PERUGIA
Trovate i dollari
Grandi….
ottimo
Arezzo in B sveglia 🔔
Senza di voi credo che sarebbe andata molto ma…molto peggio🤍❤️🤍❤️🤍❤️
C’è un futuro??
Cambiare allenatore
Semplicemente GRANDI!!!💪💪💪