“Per un calcio giusto e popolare”: la petizione dei tifosi (anche del Grifo) sbarca in Senato

De Poli: “Il calcio deve tornare a essere di tutti, non solo un prodotto economico”

tifosi perugia curva Nord

“Un calcio dominato dal denaro, dai grandi club e da un sistema che ruota attorno a TV, presidenti e procuratori, spesso a scapito delle realtà provinciali. Noi crediamo in un futuro diverso, migliore, e per costruirlo servono azioni concrete”. Con questo claim i tifosi della Curva Nord Pucciarini di Perugia avevano raccolto firme durante l’ultima parte della stagione 25/26 in favore della petizione “Per un calcio giusto e popolare”, che ieri è sbarcata in Senato.

I punti della petizione

Nel documento venivano elencati sette punti da sottoporre all’attenzione del Parlamento.

  1. Campionati meritocratici
  2. Prezzi accessibili (20 euro per la Serie A, 15 per la Serie B e 10 per la Serie C)
  3. Orari e calendari rispettosi dei lavoratori
  4. Promozione di uno stadio e misura di tifoso
  5. Tutela delle trasferte dei tifosi ospiti (in modo che siano programmabili con largo anticipo)
  6. Stop a misure ingiuste e sproporzionate
  7. Regole stringenti sulla proprietà delle società calcistiche e multiproprietà

In Senato

Le richieste dei tifosi sono state portate all’attenzione dei colleghi di Palazzo Madama dall’onorevole dell’UDC Antonio De Poli. La petizione sarà ora assegnata alla commissione Ambiente del Senato: in caso di valutazione positiva, potrebbe essere abbinata a un disegno di legge che tratti la stessa materia.

Abbiamo presentato una petizione popolare, sottoscritta da oltre 150mila tifosi in tutta Italia, da Nord a Sud”, ha fatto sapere De Poli. “Sono diverse le richieste: prezzi più accessibili per gli stadi, rafforzare il legame fra squadre e territori e no al cosiddetto ‘calcio-spezzatino’, visto che per molti seguire in trasferta la propria squadra del cuore il lunedì sera diventa impossibile”.

“Il calcio non è solo spettacolo e business ma è prima di tutto comunità, un linguaggio che unisce generazioni diverse, che lega i territori. Con questa iniziativa vogliamo riportare al centro il valore sociale dello sport. C’è una frattura sempre più evidente: da una parte il calcio popolare, fatto di passione e partecipazione; dall’altra parte un sistema sempre più orientato a logiche economiche che rischiano di allontanare il calcio da chi lo tiene vivo, ovvero i tifosi. E’ un segnale che non possiamo permetterci di ignorare“.

Redazione

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2 mesi fa

Al mondo del business frega poco del calcio giusto e popolare….

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