Sette settembre 2024: una data che, a suo modo, rimarrà nella storia del Perugia Calcio. Dopo tredici anni di gestione Massimiliano Santopadre, il Grifo in quella data ha cambiato “padrone” e per la prima volta è passato nelle mani di una proprietà straniera. A firmare il nuovo capitolo biancorosso è stato Javier Faroni, imprenditore argentino che ha rilevato il 100% delle quote societarie, diventando presidente del club.
Da quel giorno fino al passaggio di proprietà formalizzato il 3 agosto 2026, sono trascorsi 695 giorni. Un’avventura durata 1 anno, 10 mesi e 27 giorni, nata sotto il segno delle ambizioni e terminata con un nuovo cambio societario affidato al gruppo Arena Curi.
Faroni arrivò a Perugia con l’obiettivo dichiarato di riportare il club ai livelli che la sua storia impone. Dopo aver rimesso a posto i conti della società e aver avviato un procedimento di rinnovamento delle strutture, il progetto prevedeva una crescita graduale, il rafforzamento della struttura societaria e il ritorno verso il calcio professionistico di vertice. L’entusiasmo iniziale della piazza, però, si è scontrato presto con la difficoltà di costruire un percorso vincente in Serie C.
La prima stagione tra aspettative e allenatori cambiati
Il primo campionato della gestione Faroni è stato quello 2024-2025, in Serie C. La squadra partiva con l’obiettivo di recitare un ruolo da protagonista, ma il cammino è stato condizionato dalla continua ricerca di un equilibrio tecnico mai trovato.
La stagione iniziò con Alessandro Formisano in panchina, tecnico confermato dopo l’esperienza precedente. I risultati, però, non furono quelli sperati e la società, dopo 11 giornate, decise di cambiare affidandosi a Lamberto Zauli.
Anche il nuovo allenatore non riuscì a dare una svolta alla squadra e il Perugia optò per un ulteriore cambio: dopo la 27esima giornata arrivò Vincenzo Cangelosi, chiamato a dare ordine e identità nella parte finale del campionato. Alla fine il Grifo si piazzò al 12esimo posto, rimanendo fuori dalla griglia playoff.
Tre allenatori in una sola stagione raccontano bene il primo anno della presidenza Faroni: una squadra alla ricerca di una propria fisionomia e una società ancora impegnata a definire la strada da seguire.
La seconda stagione: dal ritiro in Argentina fino al salvatore Tedesco
La stagione 2025-2026 doveva essere quella della svolta e si è aperta con un ritiro “storico” in Argentina, presso il centro tecnico dell’AFA. Dal punto di vista tecnico la proprietà argentina puntava a dare continuità al lavoro iniziato, confermando Cangelosi al timone.
La squadra però ha fatto fatica fin da subito e la panchina è diventata nuovamente un terreno di cambiamenti. Dopo sole 5 giornate di campionato Cangelosi è stato esonerato e al suo posto è arrivato Piero Braglia, il cui regno è durato soltanto 5 partite.
Una situazione complicatissima che aveva portato il Perugia nei bassifondi della classifica. A quel punto arrivò la decisione di affidarsi a chi l’ambiente lo conosceva bene, come Walter Novellino, Riccardo Gaucci e Giovanni Tedesco. Un trio che è riuscito, in mezzo a tante difficoltà, a portare la nave in porto.
Il bilancio: entusiasmo iniziale, risultati inferiori alle aspettative
La presidenza Faroni si chiude con un bilancio fatto più di ombre che di luci. Da una parte il merito di aver rappresentato una svolta storica: per la prima volta il Perugia viene guidato da una proprietà non italiana. Dall’altra, sul campo, il risultato sperato non è arrivato e i momenti complicati sono stati decisamente di più rispetto a quelli positivi.
In 695 giorni il club ha cambiato più volte guida tecnica, ha vissuto pochi momenti di entusiasmo e troppi momenti di forte pressione, senza riuscire a trovare quella continuità necessaria per trasformare il progetto in una vera rincorsa alla categoria superiore.
La nuova cessione ad Arena Curi, con Alessandro Gaucci indicato come figura centrale del nuovo percorso, apre ora un altro capitolo della storia biancorossa.
La parentesi Faroni resta quindi una delle più brevi ma anche delle più significative della storia recente del Perugia: 695 giorni, due campionati di Serie C, sei tecnici coinvolti, e un obiettivo rimasto incompiuto: riportare il Grifo in Serie B.
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Esatto non pervenuto 🤣🤣🤣🤣🤣🤣
societa’ imbarazzante adios
Lui ha fatto tante altre cose importanti.. forse ☺️
Forse mai iniziata l’era Faroni dal punto di vista sportivo…unica nota positiva, hanno fatto evitare il fallimento…
non termina niente….. ragionate… chi mette isoldi????? forse è più facile farli arrivare dal sud america tramite un fondo… ma sempre dalla stessa fonte arrivano .. Faroni non può direttamente per via delle indagini ma può farlo in altri modi……
Non c’è assolutamente bisogno di ragionare. La sua ipotesi è destituita da ogni fondamento. Cordiali saluti
era proprio ldinero lpropblema
Per coloro che fanno fatica a immaginarlo, è forse bene sottolineare che una grave malattia con contorno di guai giudiziari cambiano le priorità e le prospettive. Cosa sarebbe riuscito a fare senza queste inattese svolte della sua vita non lo sappiamo. Tuttavia chi si sente di giudicare…faccia pure.
(Inoltre Borras rivelatosi pregevole persona, instancabile lavoratore e sempre pronto a metterci la faccia.)
L’incompiuto sarebbe la mancata retrocessione?.. 🤨
E chi sarebbe il subentrante che ha messo il dinero? Ancora non l’ho capito.
Nel frattempo ci siamo invecchiati di 2 anni senza una gioia