Grifo al via – La stagione dell’incertezza poggia su due colonne: Tedesco e Novellino

Scatta il raduno con aspettative quasi inesistenti per la situazione contingente del club. Ma intanto tecnico e consulente fungono da garanti e lavorano con la società per costruire una squadra in grado di ribaltare lo scetticismo come nella stagione 2000-2001...

novellino e tedesco

E’ il giorno uno, quello del raduno, delle visite mediche, cui seguiranno i primi allenamenti e il ritiro cittadino. Forse addirittura il giorno zero di una nuova stagione che si annuncia lunga e complicata e che il Perugia si appresta ad affrontare con presupposti minimi. Rispetto all’estate scorsa e all’incipit del passato campionato – che pure fu terribile a dispetto dei programmi – sono successe tante cose, basti ricordare che la società a tutt’oggi è in vendita a causa dei problemi di salute e non solo del suo proprietario e le aspettative sono ancora più basse a causa di una intensa spending review che vede il Perugia tra i più impegnati nel rientrare nei rivoluzionari parametri e negli assetti economici del Salary Cap, con l’obiettivo duplice di abbassare la corposa fideiussione integrativa da consegnare ad inizio agosto.

Tra i tifosi serpeggia malumore e un diffuso scetticismo inevitabilmente accentuato dalla rinuncia di Riccardo Gaucci, ad oggi 13 luglio non si vedono nuovi acquisti all’orizzonte e, per farla breve, alzi la mano chi sarebbe pronto a scommettere un centesimo su una stagione di alto livello che pure dovrebbe essere il minimo per il Grifo in Serie C.

Quando almeno in apparenza sembrano venire a mancare le certezze è però buona norma fare affidamento sui punti fermi, che pure ci sono. E questo, beninteso, al di là delle capacità e delle competenze di personaggi che si stanno spendendo ogni giorno (Hernan Garcia Borras e Alberto Marino su tutti, ma anche tutti gli addetti che lavorano ogni giorno instancabilmente e con passione all’interno del club e nel Settore Giovanile).

I punti fermi sono quelli che in virtù della storia, della carriera e di un attaccamento a prova di bomba, fungono inevitabilmente da garanti riconosciuti per la tifoseria, nella fattispecie Walter Alfredo Novellino e Giovanni Tedesco, che con Gaucci formavano un trio e ora sono rimasti in due. Persone e personaggi che negli anni hanno dimostrato con i fatti di essere disinteressati e innamorati dei colori che portano al punto tale che, che qualora dovessero verificare situazioni poco chiare nei confronti del Grifo, sarebbero i primi a mettere sé stessi e tutto il resto pubblicamente in discussione.

Passaggi, questi, che è sempre bene ricordare quando scatta una stagione. Ma chi dovesse pensare ad esempio ad un Tedesco in grave difficoltà a causa della politica dei tagli e delle cessioni, del ritardato arrivo dei rinforzi, di un gruppo composto almeno per metà da giovani o del fatto di dover far giocare dall’inizio ad ogni partita almeno tre classe 2004 per rientrare nei contributi per il minutaggio, beh, dovrà presto ricredersi. Con la società al centro delle trattative o comunque delle voci ormai quotidiane, l’ambiente infuocato e un clima di negatività ai massimi livelli, Tedesco ha pensato di tornare con una settimana di anticipo dalle vacanze, tale e tanto è l’entusiasmo per iniziare un campionato da allenatore del Perugia.

Quando ha firmato il contratto accettando la conferma, al tecnico palermitano è stata prospettata esattamente l’attuale situazione. Ovvero le difficoltà iniziali di una stagione che dovrà essere all’insegna della crescita e della valorizzazione dei giovani, ma anche l’estate di incertezza a causa delle trattative per la cessione a fronte della garanzia (questa sì) che non appena possibile gli saranno messi a disposizione i giocatori (elementi dal potenziale superiore al costo, beninteso) per provare e sviluppare il gioco che ha in mente. Tedesco e Novellino sono uomini di campo, sino ad oggi – cessione o non cessione – hanno atteso in silenzio e non vedono l’ora di far parlare il campo. Immaginano, forse sognano, più correttamente progettano un Perugia a basso costo e con le idee giuste, che possa convincere con i fatti e possibilmente sorprendere gli scettici ma soprattutto ripagare quei 1700 che per primi hanno fatto un atto di fede sottoscrivendo l’abbonamento.

In passato a Perugia cose del genere sono accadute spesso e volentieri, chi ha qualche anno sulle spalle lo sa bene. Anzi, spesso le stagioni più indimenticabili sono iniziate con i peggiori presupposti, una in particolare (primo anno di Serse Cosmi, campionato di Serie A 2000-2001) Tedesco l’ha vissuta da giocatore e se la ricorda pure molto bene. Anche quell’anno la società svuotò l’organico eliminando i grifoni dall’ingaggio più elevato della precedente stagioni con Carletto Mazzone con l’intenzione di cedere le quote, cosa che poi non riuscì. Ai nastri di partenza di quell’anno in estate si scommetteva sul Perugia retrocesso senza arrivare a 10 punti, sappiamo tutti come andò. Quando ti aspetti nulla, poco può sembrare tanto e può portare alla rinascita di un pizzico di fiducia ed entusiasmo. Hai visto mai.

Redazione

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6 Commenti
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1 mese fa

Sì ma loro non giocano purtroppo
Gli atti N belli

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1 mese fa

la banda musicale c’è stata ?
i fochi d’artificio a che ora ?

Commento da Facebook
1 mese fa

e non è poco!
L’anno scorso le colonne erano Meluso e Borras…face’ vvo

Andrea
1 mese fa

E pensare che Santopadre l’abbiamo spinto ad vendere! Forse sarebbe il caso di fare mea culpa. Nel frattempo speriamo che gli argentini vendano il prima possibile!! Forza Grifo sempre!

Giulio
1 mese fa

Dajeeee

Commento da Facebook
1 mese fa

Ma nn vanno loro in campo .. i giocatori nn c sono

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