Che si aspettava prove generali per Grosseto in occasione della seduta del Perugia di venerdì pomeriggio è rimasto deluso. Perché a dimostrazione del fatto che allo stato attuale è preponderante la questione atletica rispetto a qualsiasi altro ambito in un momento di grande difficoltà per la squadra di Diana che è incappata in due sconfitte consecutive contro altrettante big del campionato, il tecnico ha preferito dedicare il lavoro al recupero atletico, dividendo il gruppo in due tronconi e destinando uno dei due gruppi ad una nuova seduta defaticante tra campo e palestra.
È un po’ la certificazione di quanto era stato detto nel dopogara del ko con lo Spezia sia da Alessandro Gaucci che dal tecnico in seconda Emanuele Filippini e questo però significa anche un’altra cosa: il tempo per preparare la partita di domenica sarà ancora più risicato e limitato alla sola seduta di sabato mattina, probabilmente a porte chiuse, mentre non è da escludere che il Perugia possa allenarsi anche domenica mattina in Toscana in attesa di giocare alle ore 20,30 la partita allo stadio Carlo Zecchini.
Ergo, con ogni probabilità Diana cambierà ben poco, sicuramente a livello tattico e chissà invece a livello di elementi. Qualcosa potrebbe accadere nel reparto arretrato, che in virtù della condizione atletica è quello che sta probabilmente soffrendo di più con 11 reti subite in 6 partite Coppa Italia compresa, ma è anche davanti che bisogna operare, considerando la crescita dei nuovi e il fatto che la coppia composta da Canotto e Sabbatani mercoledì sera ha faticato a tenere palla e far salire la squadra, uno dei motivi di continuità nel forcing da parte degli ospiti.
D’altro canto Alessandro Gaucci ha costruito una squadra da corsa che avrà bisogno di tempo per raggiungere la condizione e che ora, non sembri un paradosso, ha proprio il problema della corsa. Preoccupante a maggior ragione considerando che il Grosseto è una squadra di giovani che fanno proprio della corsa e del grande agonismo la propria caratteristica, guidati tra l’altro da un allenatore che non ha bisogno di presentazioni. Ecco dunque che la sfida di domenica si preannuncia a dir poco difficile, anche se il Perugia stavolta dal risultato proprio non potrà prescindere, anche in considerazione della successiva partita contro la Reggiana al Curi.
Una variazione tattica poteva essere offerta dalla presenza di Cortesi, che invece ancora una volta resterà fermo al palo a causa dei suoi problemi al piede. È per questo che il 3-5-2 potrebbe essere confermato con la possibilità di riavere a disposizione Kabashi, in grado di muoversi anche tra le linee. Resta da capire se cambierà qualcosa a livello di uomini, si diceva, ad esempio in difesa, dove Stramaccioni teoricamente potrebbe essere anche al centro (ha giocato spesso in carriera da centrale a tre) e dove potrebbe rientrare Papazov, tenuto a riposo mercoledì e chiamato all’ultima fatica in biancorosso prima di quelle con la Bulgaria Under 21.
A centrocampo la scelta più difficile sembra quella tra Ladinetti e Langella nel ruolo di play mentre non è escluso che come interno destro possa essere schierato ancora Conti, fermato da un problema momentaneo dopo il primo tempo contro lo Spezia. C’è poi da dire che il ritorno di Cisco, invero capace di dare una svolta atletica con i suoi guizzi nella ripresa, potrebbe indurre il tecnico a considerare il 3-4-3 (il problema è trovare il tempo di provarlo). Quanto all’attacco, da capire se può essere arrivato il momento di giocare dal primo minuto per Vergani e Van Amersfoort oppure toccherà ancora a Canotto (involuto senza il supporto di Cavallini sulla fascia sinistra) e a Sabbatani. I due nuovi sono indietro nella condizione, senza dubbi. Ma a quanto pare la cosa vale per tanti.
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