Nel comunicato del Fondo internazionale di investimento con i componenti di Arena Curi e con il Perugia Calcio, poi mai diffuso, ci sarebbe anche una data fissata per il closing: quella del 4 novembre. Ecco, quella data sarebbe rimasta in auge, perchè la mancata trasmissione del comunicato non equivale ancora alla fine della trattativa. E’ questa la risultanza più importante nel giorno successivo all’ennesima mancata presentazione degli investitori che sarebbero ancora decisi ad acquistare il club biancorosso, un Fondo internazionale speculativo con sede a Londra, un migliaio di facoltosi soci sostenitori di varie nazionalità (Italia, Spagna, Libia, Stati Uniti) e di alto cabotaggio.
Il motivo della mancata diffusione del comunicato? Nella notte tra martedì e mercoledì – trapela – sarebbe arrivata una telefonata da rappresentanti americani dell’organismo internazionale contrari alla pubblicizzazione dell’identità del Fondo prima dell’acquisto del club, a fronte delle difficoltà che sussisterebbero ancora nel portare a termine la trattativa. Difficoltà, per inciso, che sarebbero legate al contratto preliminare per il passaggio di proprietà che è stato firmato lo scorso 3 agosto tra Perugia e Arenacuri nonchè ai paventati problemi oltreoceano del proprietario argentino Javier Faroni. Difficoltà che – sostengono – si proverà in ogni modo a superare appunto da qui al 4 novembre, giorno fissato per le firme sul passaggio di proprietà, ovvero tra meno di una settimana.
Rispetto a prima, insomma, qualche buona certezza sembra venuta meno, al punto da mettere in forse la chiusura che per molto tempo è stata data quasi per scontata. Una situazione che dal Perugia Calcio targato Argentina sarebbe stata accolta con disappunto, visto che certe dinamiche erano note. In ogni caso i giorni passano e ci si starebbe avvicinando sempre di più al momento della verità. Se è vero che nel contratto preliminare tra Perugia e Arena Curi sarebbe contenuta la clausola della chiusura dell’operazione entro la prima decade di novembre, pena la rottura definitiva della trattativa. Qualora questo dovesse avvenire, per inciso, il Perugia resterebbe di proprietà di Faroni che aveva già fatto sapere di volersi disimpegnare al più presto, ivi inclusi gli impegni economici successivi a partire dalla necessità di ottemperare alla scadenza da 1,2 milioni del prossimo 16 dicembre.
Giusto sottolineare ancora una volta come da parte di Arenacuri e in particolare da Mauro Ricci ci sia stato – tramite prestito aziendale – l’esborso di 850.000 euro per la scadenza precedente relativa agli stipendi di agosto e ai contributi di agosto e settembre. Un gesto che svela un impegno che difficilmente può essere messo in discussione, così come la ferrea volontà condita da vera passione da parte di Alessandro Gaucci di realizzare il progetto di riportare in alto il Perugia. Da parte loro la fiducia nel felice esito dell’operazione non è venuta meno, i prossimi saranno giorni molto impegnativi di lavoro sottotraccia con esperti e legali per raggiungere la quadratura del cerchio. L’ora della verità si avvicina.



l avemo toccato il fondo sì
mesa proprio de sì
Andatevene da Perugia indegni!
Qua se salta tutto rischiamo veramente l’eccellenza…… non si riparte più dai dilettanti come 10 anni fa.. e farebbero prima a lasciarlo così com’è lo stadio…
Ma di che **zo stiamo parlando…?
Ma questi elementi perché si sono palesati a luglio..? Qualcuno me lo spiega?
Finchè non ci sarà comunicazione ufficiale che dichiarerà la chiusura della trattativa io continuerò ad essere ottimista. Poi si vedrà…
Gianni, L’ottimismo è il profumo della vita!
la garanzia è la serietà delle persone che ci stanno mettendo la faccia. Nessuno sa quello che sarà, ma nessuno può mettere in dubbio la parola di chi si sta spendendo per il risultato perchè parlano i fatti
la faccia ce la mettno perchè tanto l’c.u.l.o.nnè lloro
eratuttaposto
Credito finito.. aspetto solo la certificazione di morte del calcio a Perugia. MALEDETTI.
A detto Pittolo che a la trasferta non ci va nanche lui perché non è giusto fare così tutto di nascosto. Però i freghi del bar si
L’bongiorno s’eva visto dal mattino!! Adè duenno tutti quì torzoni che dicevno che eva tutt’aposto e che ce volevo solo tempo. Poteste scoppià almeno brutti deficenti che nset’altro.
Rimpiangetevi santo padre che avete scacciato via almeno lui ci capiva di calcio non come i argentini. Via su adesso di chi è il Perugia senza closer?
O frego, guarda che quiglie che c’onno misso ta sta situazione nnenno argentini. Io ta Santopadre glie battevo sempre le mani da la curva, sempre!
ragazzi a pg la squadra la comprerebbero solo se possono mettere le mani allo stadio, rifare tutto di proprietà con negozi ecc fruibile 7 su 7 per eventi e concerti e con annesso terriotorio limtrofo: cioé mai.
nessun paperone comprerà il pg per buttarci milioni e tenerlo in serie a stile sassuolo per la gioia di qualche appassionato in una città da 150.000 abitanti in una regione senza nemmeno l’autostrada.. mettetevi l’anima in pace
In umbria l autostrada cè. Ringrazia che a Perugia passa la E45 dove non si paga il pedaggio. Ma chi è quello che vuole investire milioni senza un tornaconto economico!!! Naturale che vogliono costruire lo stadio. Se dicono che non lo faranno fare poi non puoi meravigliarti.
Andate dalla Proietti..lei e’ pratica a far saltare stadi e societa’….