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Perugia Femminile: “Un orgoglio le nostre ragazze che combattono il Covid”

Valentina Roscini, responsabile del progetto ‘rosa’ partito due anni fa, svela la coraggiosa sfida delle grifoncelle in ospedale, racconta il difficile impatto con la Serie B e si gode la gioia più grande: “Presto lo scudetto della juniores nel Museo”

Sono più di 100 le ragazze, piccole e grandi grifoncelle, che compongono l’universo biancorosso femminile, dall’Under 10 alla prima squadra. “Quando ho visto arrivare al campo una bimba bionda con le trecce alla Pippi Calzelunghe ho capito che il calcio femminile è diventato uno sport”. Parola di Valentina Roscini, la responsabile del progetto del Perugia ‘in rosa’, partito meno di due anni fa.

In pochi mesi è già stata tracciata una via interessante. “Bisogna lasciare le bambine seguire le proprie passioni – dice ancora Roscini -, il cambio di mentalità si nota”. Le parole della dirigente biancorossa sono ricche di giustificato orgoglio, ancor di più durante questa emergenza sanitaria. Anche la grande famiglia del Grifo ci sta mettendo cuore e coraggio. Le calciatrici hanno un programma dettagliato di allenamenti che seguono giorno per giorno, in più ci sono “tre persone che stanno vivendo questa quarantena in maniera diversa da noi”.

Valentina Brozzetti, centrocampista della prima squadra, è infermiera a Marsciano, la team manager Arianna Marchesi è Oss all’Ospedale di Terni e Alessandro Verducci, vice allenatore della primavera, è infermiere a Magione. Tre grifoni in prima linea contro il virus. “Stanno dando tantissimo – spiega Roscini – ogni volta che parlo con loro mi emoziono. È un orgoglio avere persone di questa caratura nella nostra squadra”.

I campionati femminili sono sospesi. “Per la Serie A e B c’è una disponibilità, ma la priorità è sempre la salute e la vedo dura concludere la stagione”. La sosta forzata è comunque tempo per un primo bilancio del progetto partito nel 2018. “Dopo il ripescaggio di agosto sapevamo che la B era più grande di noi – precisa Roscini – ma ci siamo fatte le ossa e con il cambio di allenatore e l’arrivo di Valeriano Recchi stavamo ingranando”. C’è stato un salto di qualità a livello di approccio professionistico che si aggiunge a quello già fatto entrando nell’universo del club di Santopadre.

Poggia dunque su basi solide il Perugia Femminile, ha avviato una collaborazione con l’Accademia di Roma ed è pronta a fare lo stesso con la Stranieri di Perugia per portare in squadra studentesse straniere. E poi guarda ai talenti del territorio. “L’Umbria è un piccolo bacino ma piano piano stiamo scoprendo ragazze interessanti. Puntiamo a far diventare la cadetteria un lancio per giovani di belle speranze”.

Così è nata la soddisfazione più bella di questo giovane percorso: lo storico scudetto conquistato un anno fa della juniores. “È la gioia più grande – ammette Valentina Roscini -, perché non ci credeva nessuno e perché abbiamo buttato il cuore oltre l’ostacolo. È stato il primo tricolore per il Perugia dopo tanto tempo. È stato bellissimo e fra poco porteremo la coppa al Museo”.

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