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Caos Perugia, i tifosi contro società e calciatori: “Nome disonorato, via il Grifo dal petto”

Durissimo comunicato (il secondo in pochi giorni) da parte dei supporter biancorossi: a parlare è il centro di coordinamento Perugia Clubs

“Il Centro di Coordinamento dei Perugia Clubs esorta il Presidente Santopadre ed il Responsabile dell’Area Tecnica Goretti a comunicare spiegazioni e chiarimenti sul momento attuale della squadra e sul futuro della sua gestione”.

“È arduo qualificare come professionale una società, che, nel momento più difficile degli ultimi anni, sceglie la strada del silenzio, che non si è più disposti ad accettare. È altrettanto difficile definire professionisti i calciatori che in questa stagione hanno indossato la maglia del Perugia, disonorandola, tentando di infangare storia e memoria di una città e di tutti i suoi sostenitori”.

“Si può tollerare il risultato che non arriva, ma non sarà mai accettato il venir meno ai propri doveri, tra i quali c’è anche quello di rendicontare a chi per amore segue la squadra ovunque con notevoli sacrifici”.

“Gli ‘azionisti’ più importanti, i tifosi, non si sentono rappresentati dal mutismo della Società e sono sconcertati dall’atteggiamento in campo dei suoi tesserati. È sotto gli occhi di tutti che la deriva nelle prestazioni è il frutto naturale della miopia di scelte societarie che da anni vanno in direzioni tra loro confuse, caotiche, contraddittorie, senza una programmazione seria e coerente, alla costante ricerca dell’affare per assecondare esigenze patrimoniali tramite l’ingaggio di giocatori che si rivelano fallimentari anche se inizialmente spacciati per fenomeni, creando nella tifoseria illusioni alle quali ora, la stessa, non crede più”.

“Il tifoso del Grifo è abituato dalla storia a veder combattere e lottare su ogni pallone, ed ora è arrabbiato, deluso e amareggiato, non per la mancanza dei risultati né per le insidie che ci attendono ma per il disinteresse dimostrato dai giocatori durante le partite ed ha bisogno di sapere se la dirigenza intende porre rimedio, non con un continuo cambio di allenatori, indicativo della inadeguata pianificazione, ma, nel futuro, con investimenti puntuali, che valorizzino giovani talenti, evitandone la mercificazione”.

“Il Coordinamento pur se a malincuore, aveva scelto la strada del silenzio, nel rispetto del lavoro degli addetti ed in omaggio ad un interesse superiore, l’amore per questi colori che gli attuali interpreti non sono degni di simboleggiare. Ma il momento è maturo per correggersi. Scucitevi quel grifo dal petto, tutti, che non siete meritevoli”.

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