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Il Grifo, Baldini e la rivoluzione filosofica

Dai quotidiani locali: ecco il 3-4-1-2, i movimenti e gli interpreti possibili con l’avvento in panchina del tecnico di Massa

L’avvento sulla panchina del Perugia di Silvio Baldini presuppone una profonda rivoluzione, anche se più filosofica che tattica, rispetto alla squadra di Castori. Lo scrivono i quotidiani locali, Il Messaggero, La Nazione e Il Corriere dell’Umbria, impegnati nelle edizioni odierne a tracciare il disegno di come potrà schierarsi, con quali elementi e in quali posizioni il Grifo targato Baldini.

La conferma della difesa a tre potrebbe essere uno dei pochi segni di continuità con il Perugia di Castori. Nelle prime sedute si è già potuto vedere il ritorno al gioco palla a terra e all’utilizzo di una linea difensiva alta come lo era con Alvini anche nella fase di non possesso, con il tentativo di andare a recuperare palla nella metà campo avversaria. E attenzione a pensare che le squadre di Baldini possano attaccare in maniera scriteriata, magari rifacendosi alle recenti dichiarazioni di intenti sulla serie A.

La fase difensiva delle sue squadre è affidata non solo alla linea arretrata (a Perugia avrà Sgarbi o Rosi, Curado o Angella, Dell’Orco o Vulikic) ma anche ai due centrocampisti, spesso incontristi davanti alla difesa. Nella partitella di giovedì pomeriggio le coppie erano così composte: VulicIannoni contro BartolomeiSantoro. Ma al di là dei moduli e dei numeri, basta andare a vedere come giocava il suo Palermo vincente nello scorso campionato (2,12 punti a partita di media), squadra capace di difendersi con ordine rischiando poco nella fase passiva, solida, difficile da attaccare e molto bene organizzata sia nella fase offensiva che in quella difensiva, con centrocampisti e difensori pronti a recuperare palla e andare immediatamente a cercare la verticalizzazione.

A Palermo il gioco d’attacco di Baldini si sviluppava quasi sempre sulle fasce con i terzini e spesso grazie alle catene laterali, portando sempre non più di 2-3 uomini nell’area di rigore avversaria. A Perugia lo sviluppo sulle fasce toccherà ai centrocampisti laterali (Casasola e Paz sulla destra, Beghetto e Righetti o lo stesso Paz sulla sinistra), chiamati ad arrivare sul fondo per il cross oppure andare a lanciare dalla trequarti (e qui Casasola è un maestro). La fase di sviluppo del gioco delle squadre di Baldini è sempre molto limitata nel numero dei passaggi, mentre la fase difensiva è a uomo e inizia dagli attaccanti, a partire dal trequartista (come a Palermo Baldini farà ricorso a Luperini, in alternativa a Kouan e Matos) che come accadeva l’anno scorso con Alvini è il primo a lanciare il pressing, mentre la prima punta (Melchiorri, Di Carmine, Di Serio) è chiamata ad attaccare la profondità e la seconda (Strizzolo, Olivieri) a girargli intorno. Insomma, il Perugia è pronto a tornare al passato per tornare a sognare.

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