L’ultima volta a Campobasso fu un successo. Anzi, meglio: l’unico successo e il primo nella storia. Accadde esattamente il 25 settembre del 2011, era il Perugia con Roberto Damaschi presidente e Massimiliano Santopadre vicepresidente, di lì a poco (a gennaio 2012) Moneti e Santopadre avrebbero preso in mano tutto. Era il Perugia di Pierfrancesco Battistini, di Anania, Pupeschi, Borghetti e Margarita, Benedetti, Borgese e Mocarelli, di Ferri Marini, Zanchi, un giovanissimo Moscati e Tozzi Borsoi, quello che vinse a mani basse (87 punti finali) il campionato oggi estinto di Seconda Divisione, la vecchia Serie C2 dopo la rinascita dai Dilettanti.
Ebbene, quel giorno il Perugia arrivava a Campobasso consapevole di dover sfatare un tabù: mai prima era riuscito a vincere sul campo dei molisani, dove si contavano tre pareggi (0-0 nell’82-83 e nell’83-84, 1-1 nell’84-85, tutti in B) e due sconfitte (2-1 nell’85-86 in B e 1-0 nell’88-89 in Serie C1). I grifoni andarono sotto già al 22′ ad opera di un certo Pietro Balistreri. Nella ripresa però il mago Giampiero Clemente prese in mano la squadra, pareggiò personalmente con una punizione magistrale e poi sfornò l’assist della rete del 2-1 finale segnata da Niccolò Gucci all’84’.
Per la cronaca il Perugia Balistreri se lo comprò a gennaio (per lui 9 gol nel Campobasso, 6 nel Perugia nel girone di ritorno) e quel campionato finì in gloria, con la promozione in C1, il record di 13 vittorie esterne (quasi tutte di misura: ricordate “la banda del golletto?”), Clemente vicecapocannoniere con 23 gol, la vittoria nella Supercoppa e una nuova era che andava a incominciare. Lunedì al “Molinari” il Perugia cercherà il suo bis.
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Loro non sono salvi, la vedo dura