Media-day, Joselito: “Io, calciatore per il nonno sulle orme di Santos. Grifo, non rendi ancora per quanto vali”

"Vivo focalizzato sull'obiettivo di arrivare nel calcio dei grandi, la mia famiglia mi segue e mi aiuta. Parlo in spagnolo con Borras e Faroni e mi sento a casa. Sono esigente con me stesso, a Gubbio non mi sono piaciuto..."

Il Perugia ha dato il via alla prima edizione assoluta del Media-day. Su iniziativa del Direttore Generale del club Hernan Garcia Borras e con l’apporto dell’addetto stampa Francesco Baldoni, nella splendida location di un salone dedicato dell’hotel San Gallo alle porte del centro storico di Perugia, tutti i media cittadini hanno potuto avere a disposizione per due ore l’intera rosa della prima squadra e il tecnico Vincenzo Cangelosi. Si tratta di una iniziativa nata anni fa per l’Nba e che il Calcio ha di recente mutuato dal Basket e dal Volley, di cui il Dg biancorosso è stato dirigente ed è ancora oggi appassionato, realizzandola ad esempio per l’ultima Champions League, mentre anche il Pisa neopromosso in serie A ne ha mandata in onda una sua versione pochi giorni fa. Per i media perugini è stata l’occasione di realizzare interviste diverse dal solito, incentrate ancor prima che sul calcio sulla vita privata dei giocatori, sulle loro passioni ed emozioni, con il chiaro intento di renderli più vicini alla realtà in cui sono chiamati ad esprimersi. Una iniziativa riuscita, da affinare e ripetere. E che merita un plauso.

Josè Antonio Gomez Marquez, in arte Joselito, 21 anni, uno spagnolo a Perugia. Come c’è arrivato? “Ho fatto sempre il Settore Giovanile nel Siviglia, poi sono andato in una squadra di C spagnola, ho fatto 23 presenze in seguito alle quali ho ricevuto tante offerte, tra cui quella del Verona. Il mio procuratore mi ha convinto a venire in Italia, io ci ho creduto e sono arrivato”.

Semplice. Ma che è successo con il Verona? E’ rimasto bloccato per parecchio tempo. “C’è stato un problema contrattuale con la società che non voglio nemmeno ricordare, tanto mi ha condizionato in negativo. Dico solo che ho vissuto momenti brutti, sofferto tanto con la mia famiglia. Poi la questione si è risolta”.

A proposito di famiglia, come fate? I suoi familiari sono venuti a Perugia? “Sono venuti con me, mi seguono. Sono figlio unico, i miei sono giovani e mia mamma non vuole lasciarmi solo, sono venuti prima a Verona e ora vivono qui a Perugia con me. Si trovano benissimo, una città bella e tranquilla, mio padre è un grande lettore di libri e ama la cultura, gli piace tanto questa città che ne è così ricca”.

E Joselito invece cosa fa nel tempo libero? “Sono sincero, da quando sono venuto via dalla Spagna, avevo 15 anni, mi sono prefissato un obiettivo e uno soltanto: arrivare nel calcio più grande. Sono focalizzato solo su quello. Mi sveglio, vado in palestra quando non c’è allenamento, sempre con il computer per guardare le giocate. le squadre avversarie. Poi quando ho qualche momento libero e non faccio nulla allora sto con la mia famiglia, faccio passeggiare il mio piccolo cane. Sono focalizzato, avere una famiglia come la mia dietro è naturalmente una fortuna”.

Di solito quando ci si comporta in modo così professionale, è perchè si ha un chiaro modello da seguire. “Da parte di mia madre sono imparentato con Santos, un calciatore che ha militato nel Real Madrid. Non l’ho conosciuto perchè è accaduto tanti anni fa. Ma se ho seguito le sue orme è stato prima di tutto per la promessa che ho fatto da piccolino a mio nonno, che è mancato nove anni fa. Lui credeva tanto in me, veniva sempre a vedermi. Quindi gli promisi che avrei giocato un giorno nei professionisti e sarei diventato un calciatore come Santos, purtroppo se ne è andato prima che accadesse ma questa resta una grande motivazione”.

Mezzala, trequartista fino alla prestazione così così da play a Gubbio, nel suo ruolo. Joselito ci ha abituati a standard più elevati. Un po’ di confusione? “Beh, si stanno facendo tanti cambi di modulo, il mister vede ad ogni partita quello che pensa sia meglio per noi, quando non c’è il play mi fa fare il trequartista o la mezzala, sto cercando di abituarmi prima possibile. Anche per me non è stato semplice però posso dire che mi trovo bene da mezzala come da play, sono più libero di avanzare e andare ala conclusione. A quando il primo gol? Speriamo arrivi tra poco. Vero che a Gubbio non è stata la mia migliore partita, sono esigente con me stesso e me la sono riguardata tremila volte. Avevo sempre il loro trequarti vicino, ho sempre giocato con l’uomo di schiena, dovevo difendere sull’esterno ma non sono scuse, dovevo uscire da lì più veloce, lo avevo sempre fatto e stavolta non mi è riuscito”.

Con chi ha legato? Ci dicono che uno è il perugino Perugini. “Sono giovane quindi quando un ragazzo della Primavera viene inserito nel gruppo cerco subito di aiutarlo come è accaduto a me. Ma mi trovo molto bene con Kanoute, Dell’Orco… con tutti”.

In questa società lei è un privilegiato, per certi versi. Può parlare spagnolo con Dg e presidente. “Vero! Molto comodo soprattuto quando sono arrivato, con Borras e Faroni non ho avuto problemi. Intendiamoci, con l’italiano non ho problemi ma ammetto che aver modo di parlare spagnolo mi fa sentire a casa”.

Dove arriva il Perugia quest’anno? “Per la squadra che vedo in allenamento e per le qualità che abbiamo, non stiamo rendendo. Non rendiamo ancora per come valiamo. Vedendo la qualità degli allenamenti siamo una squadra forte, ci manca solo qualcosa nella testa ma ci dobbiamo credere. Quando abbiamo giocato le prime partite a livello singolo non ho visto squadre più forti di noi, se riusciamo a fare questo passo possiamo raggiungere il nostro obiettivo”.

Curiosità finale. A livello fisico come state? La preparazione è stata pesante. “Sinceramente non lo so. Ho fatto ritiri faticosi e duri prima di questo, ma come questo mai. E’ stato veramente tosto. Noi ora ci sentiamo bene fisicamente ma vediamo che non siamo ancora brillantissimi, vediamo che le altre squadre, che sicuramente non possono avere fatto quello che abbiamo fatto noi in ritiro in Argentina, stanno forse un pochino meglio di noi. Spero che siano solo le prime partite e che poi quel carico di lavoro ci darà frutti e ce lo ritroveremo più avanti”.

 

Redazione

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9 Commenti
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Fabio
11 mesi fa

Se non volete fare la ristrutturazione almeno arturate le buche ta le strade

Last edited 11 mesi fa by Fabio
Fabio
11 mesi fa

Si dice che Bandecchi vuol fare lo stadio-clinica a Perugia dato che ,si dice anche questa,il Renato Curi non verrà ristrutturato….e si dice che un assessore si sia iscritto alla scuola edile….ahahahahaha🤡🤡🤡🤡🤡

ETA BETA
1 anno fa

Complimenti a Gioselito per una cariera radiosa
Ma domenica si sa se Monte Vago giuoca da titolare?

Si taccia per d!
11 mesi fa
Reply to  ETA BETA

Ma che c’entra questa domanda? E poi come cavolo scrivi i nomi dei giocatori?

Paolo
1 anno fa

Come confermato da questo ragazzo, il problema è solo di testa, ed’è per questo che in tanti avevano chiesto l’allontanamento di gran parte della squadra!! Non avendo cambiato radicalmente, la gente si è vista in parte tradita, e finora i risultati non aiutano un inversione di tendenza.

Si taccia per d!
1 anno fa
Reply to  Paolo

Commenti del genere e soprattutto ragionamenti del genere sono degradanti per tutta la comunità perigona.

Paolo
11 mesi fa

E per quale motivo?? È sotto gli occhi di tutti che il problema non è tecnico ma viene da altro!!!!…. Tutti gli addetti nonché i tifosi ormai ne parlano, cosa ci sarebbe di “degradante” e per quale comunità “perigoma”?? Magari, se vuoi, posso consigliarti di rivolgerti ad uno bravo, ma bravo!!

Si taccia per d!
11 mesi fa
Reply to  Paolo

Tu sei un esperto di quelli bravi bravi, perché tu c’hai bisogno oggi giorno. Sta calmino che ti fa male

Paolo
11 mesi fa

😂😂🤡🤡

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