Riccardo Gaucci è tornato a Perugia come responsabile tecnico, con l’obiettivo di salvare il club dalla difficile situazione in cui si trovava. “Quando mi hanno chiamato, si è riacceso tutto l’amore per questi colori”, ha dichiarato Riccardo alla Gazzetta dello Sport, ricordando quanto il legame con il Perugia fosse ancora forte nonostante gli anni di distanza. Dopo aver accettato la sfida in ottobre, Gaucci ha scelto di affidarsi a Giovanni Tedesco come allenatore. “Con Giovanni ci conosciamo da tanto tempo. Da giocatore, lui ha indossato la fascia da capitano. Ha anche segnato un gol importante contro il Wolfsburg in Coppa Intertoto. Era l’uomo giusto per ripartire”, ha spiegato Gaucci.
Il ritorno del Perugia
Da quando Tedesco è arrivato sulla panchina, la squadra ha iniziato a ottenere risultati positivi: “Siamo terzultimi con 12 punti, ma vogliamo uscire dalle sabbie mobili e riportare il Perugia dove merita. Con il mister abbiamo lavorato duramente per riprenderci”.
Luciano
Riccardo non ha potuto fare a meno di ricordare la figura del padre, Luciano Gaucci, che per tanti anni è stato il cuore pulsante del club. “Papà era un uomo straordinariamente generoso e intelligente. Ha rivoluzionato la società con le sue idee e le sue azioni. Per competere con i top club, dovevamo comprare giocatori dall’estero, bravi, ma che guadagnassero poco”, ha sottolineato Riccardo. Luciano Gaucci aveva un approccio innovativo al mercato, che ha portato a grandi acquisti, come quello del sudcoreano Ahn Jung-hwan, il cui gol al golden goal contro l’Italia nei Mondiali del 2002 è passato alla storia. “Ahn ha segnato il gol decisivo contro l’Italia, ma la sua unica colpa è stata quella di farlo. Papà lo licenziò in diretta TV al Processo di Biscardi. A Perugia non è mai più tornato”, ha ricordato Riccardo con una risata.
Legame
Riccardo ha anche ricordato alcuni degli altri grandi nomi arrivati a Perugia sotto la presidenza di suo padre, come Nakata, definito un “robot” per la sua professionalità e Saadi Gheddafi: “Saadi è stato un amico sincero. Ha affrontato situazioni difficili per colpa del suo cognome, ma avrebbe potuto salvare il Perugia dal fallimento. Nel 2005 stava entrando in società, ma purtroppo non venne mai utilizzato da Colantuono e alla fine si allontanò”.
Futuro
Ora, Riccardo è concentrato sul presente, con l’obiettivo di salvare il club: “Voglio salvare il Perugia, lo devo alla storia di questo club e ai tifosi. Papà sarebbe orgoglioso”. La sua speranza è quella di riportare il Perugia in alto: “Per il momento dobbiamo guardare partita per partita, senza pensare troppo al futuro. Il Perugia ha una grande storia e voglio che continui a scriverla”.
Il ricordo più bello
“Il ricordo più bello? La partita contro il Verona il 9 giugno 1996, con Galeone in panchina. Vincemmo 3-2 e tornammo in Serie A. La festa con i tifosi, l’invasione biancorossa in città. Non ho mai visto mio padre così felice”, ha raccontato Riccardo.
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Grz Riccardo ma non sarà facile, c’è da spendere, spero ci siano le possibilità
Caro Riccardo se si gioca come oggi senza fare un tiro in porta salvarsi e molto dura
Non sarà facile ci sono dei giocatori che non sono da perugia
Vedere giocare Broh…..è proprio un broccolo
Grazie Riccardo speriamo in te e sempre Forza PERUGIA!!⚪️🔴
Grande Riccardo!!❤️❤️❤️
Complimenti…VAMOS GRIFO
Grande Riccardo 💪❤️
Io mi fido di Riccardo, come mi fidavo di Luciano. A buon intenditor poche parole.
Grande 💖