Diciannove partite, 27 punti, 24 gol segnati e 19 subiti. La media è di 1,42 punti a partita. La proiezione è semplice: con Giovanni Tedesco in panchina dalla prima giornata, avanzando con questa media il Perugia avrebbe chiuso la stagione con 53,9 punti. A quota 53 un anno fa la Pianese chiuse all’ottavo posto nella graduatoria del Girone B e si qualificò per i playoff.
Bene partire da questo presupposto per analizzare i trend del campionato biancorosso dall’undicesima in avanti, ovvero da quando Tedesco ha rilevato la panchina di Braglia battendo il Livorno al Curi per 2-0. Ebbene, sostanzialmente le partite del Perugia di Tedesco si possono suddividere in due tronconi: quando i grifoni hanno sfornato la prestazione e quando invece sono mancati proprio sotto l’aspetto dell’approccio alla partita e della combattività, e questo a prescindere dal risultato finale.
Le prestazioni più rilevanti il Perugia guidato da Tedesco le ha sicuramente messe insieme contro tutte le avversarie che l’hanno affrontato senza rinunciare ad attaccare. E’ accaduto appunto nelle due sfide (andata e ritorno) contro il Livorno (vinte entrambe), all’andata con l’Arezzo (finì 0-0 ma con tanti rimpianti biancorossi, dal rigore non concesso a Montevago alla traversa di Torrasi), contro la Vis Pesaro al Curi (vittoria 2-1 in rimonta), contro il Forlì (secco 4-0), sul campo del Guidonia (blitz con il risultato di 2-1) e poi contro le altre big: il Ravenna (pareggio 1-1 al Curi), la Ternana (ko 2-1 a causa dell’eurogol di Vallocchia) nonchè sul campo dell’Ascoli (2-1 per i bianconeri quando i grifoni non sfigurarono affatto). Fanno eccezione la sconfitta di Piancastagnaio, quando il Perugia pagò caramente l’agguato su un terreno infame, e il ko casalingo con il Pineto (1-0) in un match affrontato probabilmente dopo un carico di lavoro eccessivo che sta pagando adesso.
Di contro il Perugia ha quasi sempre faticato contro le squadre abituate a giocare in maniera più sparagnina, votate prima a non prendere gol e poi ad offendere, pronte a chiudere gli spazi ad attaccanti abili ad attaccare la profondità come quelli del Perugia. E’ accaduto sul campo della Juventus NG (ko 1-0), a Sassari (1-1 con la Torres), a Campobasso (1-0 per i padroni di casa), a Pontedera (2-2 in doppia rimonta), contro il Bra e contro il Carpi al Curi (per altrettanti, risicassimi 1-1). Anche qui non mancano un paio di eccezioni, ovvero il blitz di San Benedetto del Tronto (1-0) e il 2-1 di pochi giorni fa rifilato al Pontedera al Curi.
Tutto questo per dire che domenica al Città di Arezzo dai grifoni c’è da attendersi probabilmente l’approccio giusto alla partita e quasi certamente anche la prestazione, come accaduto sempre quest’anno contro avversari votati ad offendere come dovrà fare l’Arezzo dell’ex Christian Bucchi, per cui sarà indispensabile cercare di vincere per tenere a distanza l’Ascoli arrivato ormai a soli 4 punti. Il risultato finale del derby d’Etruria, quello però è scritto solo nelle stelle.
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