In questo campionato il Perugia ha perso punti soprattutto per la paura, dopo le prime dieci giornate in cui ha clamorosamente toppato e che hanno avuto l’effetto di eliminare ogni certezza. Un problema atavico che è sicuramente ormai risolto ma che è stato sostituito in occasione della partita col Campobasso, l’ultima del campionato in casa che avrebbe dovuto portare il punto decisivo per la aritmetica salvezza, dalla frenesia. Ovvero la pressione del risultato che ha pesato per 95’ come un macigno.
Già, perché si può dire tutto quello che si vuole, si può criticare lo schieramento iniziale scelto da Tedesco, con Ladinetti sulla trequarti al posto di Verre infortunato e in panchina per precauzione e la difesa a tre, ma la verità è che il Perugia – reduce da sette risultati utili consecutivi – contro il Campobasso ha azzeccato l’approccio. Davanti aveva un avversario di tutto rispetto reduce da quattro vittorie consecutive fuori casa, chiaramente in fiducia, quadrato e tosto, capace di condurre una partita intera senza pause restandoci dentro in tutto e per tutto. I grifoni hanno avuto il torto di non buttarla dentro, questa è la verità anche nel primo tempo in cui il Campobasso ha tenuto il pallino annullando praticamente il fattore campo, i grifoni hanno comunque ribattuto colpo su colpo e hanno avuto il torto di non andare a segno, prima con un colpo di testa di Megelaitis dopo appena 11 minuti, poi con un sinistro di Nepi su assist di Bacchin che meritava sicuramente miglior coordinazione vista la posizione eccellente e infine con un pallonetto di Tozzuolo che ha fatto la barba alla traversa nel recupero.
In mezzo c’era stato il gol che ha poi deciso la partita, quello segnato da Gargiulo di testa sfruttando un traversone dalla trequarti di Gala e soprattutto un errore in combinata tra Tumbarello e Riccardi che hanno lasciato il centrocampista avversario libero di infilare nell’angolino un Gemello a sua volta probabilmente non irreprensibile. Il solito errore difensivo, una costante in tutto il girone di ritorno a prescindere dai moduli. E va sottolineato come Tedesco abbia anche avuto la sfortuna di perdere Stramaccioni, in questo momento il difensore più in forma, dopo appena otto minuti dovendo così sconvolgere l’assetto difensivo studiato per tenere Bifulco con Tozzuolo e per utilizzare Angella contro Magnaghi, sicuramente il capitano più adatto in una difesa a tre che però ora è diventata l’oggetto dello scandalo.
Tedesco nella ripresa è ripartito con il 4-2-3-1 e con Bolsius e Canotto che hanno dato spinta e nuova linfa la manovra. L’olandese si è divorato il pareggio dopo otto minuti sparando altissimo un rigore in movimento, Tedesco si è giocato vanamente la card FVS al 18’ reclamando per un tocco di mani della barriera sulla punizione di Ladinetti, poi è stata la volta di Montevago a sparare una fucilata a fil palo al 23’ prima che il Perugia cingesse letteralmente d’assedio gli avversari dopo l’ingresso di Verre e il passaggio al 3-4-3. Che però non ha sortito il pareggio anche per l’imprecisione di Bacchin, che al 31’ sparava nel mucchio e di Montevago che al 43’ girava con il sinistro a lato del “sette” dopo che Tozzuolo aveva battuto a sua volta contro il muro il destro dall’interno dell’area di rigore. Assalti furiosi e frenetici che non sortivano effetti.
La partita si chiudeva quindi con la vittoria dei molisani che guadagnavano il quarto posto matematico mentre il Perugia dovrà andare a Forlì a giocarsi la salvezza con la certezza di ottenerla portando a casa anche soltanto un punto, rimandando così di sette giorni il sospiro di sollievo che tutti sognano di poter tirare ormai da quella undicesima giornata in cui è iniziata la risalita. Delusione per i 6060 del Curi (con 543 ospiti) ma che questo fosse un campionato di sofferenza lo avevamo capito tutti da un pezzo.
PERUGIA-CAMPOBASSO 0-1
Perugia (3-4-1-2): Gemello; Tozzuolo, Angella (1’ st Canotto), Stramaccioni (9’ Riccardi); Calapai, Megelaitis, Tumbarello (42’ st Terrnava), Bacchin; Ladinetti (24’ st Verre); Nepi (1’ st Bolsius), Montevago. A disp. Moro, Strappini, Esculino, Joselito, Bartolomei, Polizzi, Nwanege. All. Tedesco
Campobasso (3-5-2): Tantalocchi; Celesia, Lancini, Salines; Cristallo (22’ st Pierno), Gala (40’ st Serra), Agazzi (22’ st Brunet), Gargiulo, Martina (1’ st Olivieri); Magnaghi (30’ st Lombari), Bifulco. A disp. Rizzo, Forte, Cerretelli, Di Livio, Parisi. All. Zauri
Arbitro: Diop di Treviglio (Gheorghe Mititelu di Torino e Simone Mino di La Spezia)
Marcatore: 34’ Gargiulo
Note: ammoniti Gargiulo, Bacchin, Agazzi, Tumbarello, Salines, calci d’angolo 12-3. Spettatori: 6050 di cui 543 da Campobasso
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L’anno prossimo, se vogliamo ambire a qualcosa, di questi calciatori ne vanno tenuti massimo 6 o 7, e non tutti per partire titolari. Lo stesso mister, persona ineccepibile, a volte pare che allena un gruppo di amici piuttosto che essere un professionista tra professionisti. Con il cuore e la grinta ti salvi, ma per essere promossi servono competenze, tattica, meno sentimentalismi e più capacità di preparare e leggere le partite.
Se abbiamo Gemello e dobbiamo aggiungere il ” purtroppo”…a quale giocatore quest anno dobbiamo aggiungere il ” per fortuna”?
Purtroppo in porta abbiamo un certo Gemello, sarà anche bravo se resta inchiodato sulla riga bianca. Ma un portiere Completo deve prendere i palloni alti dentro l’ area di rigore ANCHE !!! Non riesce a colmare questa grossa lacuna.