La Serie C 2026-27 comincia a disegnare il proprio volto. Dopo il via libera alle 59 domande di iscrizione presentate, con il solo posto lasciato libero dalla Ternana destinato con ogni probabilità al Foggia, l’attenzione si sposta ora sulle panchine. Prima ancora del mercato dei calciatori, infatti, molti club devono scegliere la guida tecnica, la voce che darà forma alla squadra, al metodo e alle ambizioni. Il campionato è già alle porte nella sua fase di costruzione e il tema allenatori resta centrale. Alcune società hanno già deciso, puntando sulla continuità o su profili nuovi. Altre, invece, sono ancora nel mezzo del guado, con valutazioni aperte e percentuali che fotografano trattative non ancora chiuse.
Livorno, idea Miramari per il nuovo corso
Tra le situazioni più interessanti c’è quella del Livorno. Per la panchina amaranto è spuntato il nome di Alessandro Miramari, ex Forlì, indicato come profilo in crescita nelle valutazioni del club. Accanto a lui restano in corsa anche Niccolò Pascali e l’ex grifone Marco Amelia, ma la candidatura di Miramari sembra oggi avere un peso specifico importante.
Il Livorno cerca una guida capace di dare identità e struttura a una stagione che dovrà essere impostata con attenzione. La piazza amaranto vive il calcio con temperatura alta e la scelta dell’allenatore non potrà essere soltanto tecnica. Serviranno personalità, conoscenza della categoria e capacità di reggere un ambiente esigente, dove ogni decisione viene letta con lente d’ingrandimento.
La pista Miramari racconta la volontà di valutare un profilo emergente, abituato al lavoro sul campo e potenzialmente compatibile con una squadra da costruire pezzo dopo pezzo. Il mercato, da questo punto di vista, potrà realmente decollare solo dopo la definizione della panchina.
Grifo, la certezza si chiama Giovanni Tedesco
In un quadro ancora fluido, come accade alla Torres con Alfonso Greco, anche il Perugia rappresenta una delle realtà che hanno scelto la strada della continuità. La conferma di Giovanni Tedesco offre al club biancorosso una base chiara per programmare la nuova stagione. Mentre altre società cercano ancora il timoniere, i rossoblù possono lavorare con un riferimento tecnico già definito. Sii tratta di un vantaggio non banale. Con Tedesco confermato, la società può ragionare su rinnovi, uscite e nuovi innesti avendo già una cornice tattica e gestionale precisa. La continuità non garantisce automaticamente risultati, ma permette di evitare quella nebbia estiva in cui molte squadre finiscono per muoversi a tentoni.
Tra certezze e rebus: Spezia, Bari e altre panchine calde
Il quadro della categoria resta comunque ricco di incastri. Lo Spezia, retrocesso dalla Serie B, valuta Marco Turati come nome forte, ma non ha ancora chiuso definitivamente il dossier. Il Bari resta una delle panchine più aperte, con diversi profili valutati e nessuna soluzione ancora dominante.
Altrove, molte scelte sono già state compiute: Reggiana con Attilio Tesser, Pescara con Antonio Buscè, Catania con Emilio Longo, Ravenna con Andrea Mandorlini, Salernitana con Serse Cosmi e Juventus Next Gen con Massimo Brambilla. Una geografia tecnica variegata, tra allenatori esperti, conferme logiche e nuove scommesse.
Il mercato aspetta le panchine
La sensazione è che il vero mercato di molte squadre partirà solo dopo l’ultima firma in panchina. In Serie C, più che altrove, l’allenatore incide sulla scelta dei profili: modulo, intensità, gestione degli under, esperienza richiesta e compatibilità economica diventano tasselli dello stesso mosaico.
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