Così Elvis Kabashi del Perugia dopo la vittoria contro il Pineto grazie al suo incredibile mancino al 90′: “Da cosa è nata l’idea di tirare? E’ la mia caratteristica principale il tiro, la maggior parte dei gol li ho fatti dal limite, mi è andata bene, non pensavo così bene. La palla è andata all’incrocio, ho avuto tanta fortuna ma ho calciato per fare gol”.
Ma non sono mancate le difficoltà. “Sì siamo partiti un po’ contratti, dobbiamo rivedere i primi minuti, abbiamo individualità forti e dobbiamo approcciare meglio le partite, specie in casa. Dopo il gol siamo usciti e alla fine abbiamo attaccato più noi, eravamo sempre dentro la loro metà campo e qualche scelta dovevamo farla meglio. Non sono preoccupato, lo sarei se non creassimo. Poi le gambe staranno meglio. Sarei ipocrita a dire che stiamo bene, stiamo accorciando i tempi, il nostro preparatore (il professor Esteban Anitua, ndr) l’ho avuto ha una metodologia di lavoro importante e le gambe arriveranno, sono fiducioso”.
Le prossime quattro sono partite di livello più alto. “Vero, sono convinto che siamo forti anche noi, quando troveremo che squadre che giocano giocheremo meglio anche noi che abbiamo giocatori forti in ogni reparto. Perchè il nome Elvis? Mio padre aveva appena visto Elvis Presley in tv e ha scelto quel nome”. E è finita che Elvis ha fatto ballare tutto il Curi.
Foto Loris Cerquiglini
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