Il Perugia gioca, combatte e spesso vince nella prima e nell’ultima mezz’ora delle partite, cala vistosamente fino a trascorrere autentici periodi di blackout che compromettono spesso tutto nelle zone centrali. Ovvero a cavallo dell’intervallo, nell’ultimo quarto d’ora prima della pausa (subite 5 reti) e soprattutto nel quarto d’ora successivo (subite 6 reti). Ben 11 delle 17 reti subite in tutto sono arrivate dunque nella mezz’ora centrale. Prima di disputare spesso, se non sempre, finali di partita più che soddisfacenti, segnale chiaro del fatto che il calo non è atletico ma mentale e che all’interno della stessa partita spesso i grifoni ne giochino due o addirittura tre diverse.
Proprio come accaduto contro il Pescara quando sono partiti a razzo per poi calare a fine primo tempo, farsi superare dal micidiale uno-due di Merola dopo la pausa del thè per poi riprendere a giocare nell’ultima mezz’ora, sia pure senza riuscire a riprendere il risultato. Paradossale che la squadra di Diana azzecchi con estrema regolarità gli approcci alla partita ma li fallisca con altrettanta frequenza al rientro in campo dagli spogliatoi, sintomo – non può essere altrimenti – di disattenzione e scarsa capacità di restare concentrati nella fase difensiva per tutti e 90 i minuti, proprio come ha rilevato il tecnico a fine gara.
Gli indizi oramai sono molteplici. Il primo si è manifestato addirittura lo scorso 30 agosto in Vis Pesaro-Perugia (2-2 il finale) quando l’ex Nicastro al 47′ e Gambino al 56′ ribaltarono in 9 minuti dopo l’intervallo il gol di Quirini nel primo tempo, poi sarebbe arrivato il pareggio definitivo di Sabbatani. Il successivo 16 settembre in Perugia-Spezia (0-3 senza storia il finale) le prime due reti liguri è arrivato proprio nell’ultimo quarto d’ora del primo tempo (al 39′ Limonelli e al 43′ Bright). Quattro giorni dopo a Grosseto il primo gol toscano c’è stato nel recupero prima dell’intervallo (Gori al 46′). Per la cronaca è finita 2-0 per i padroni di casa.
C’è poi stato il clamoroso blackout contro il Vado dello scorso 11 ottobre. Quando i grifoni in dieci hanno dimostrato pur soffrendo di essere in grado di fare comunque risultato, salvo prendere due reti al rientro dagli spogliatoio da Candiano al 52′ e Cernigoi al 58′, lasciando l’intera posta agli avversari. Un blackout ripetuto venerdì sera ancora al Curi contro il Pescara, quando in avvio di ripresa Merola (47′ e 51′ su rigore dopo il fallo di Quirini su Erradi) ha ribaltato il gol iniziale di Carriero. Per la cronaca nel novero delle reti subite nelle fasi centrali dei match ci sono anche i momentanei 1-1 del Campobasso con Stoppa al 35′ (poi è finita 1-5) il 18 ottobre e del Gubbio con Barani al 37′ (poi è finita 1-3) il 3 ottobre, in occasione dei due blitz più brillanti realizzati sinora.



Spazio ad Agnissan, vero goleador
Intanto un consiglio per gli avversari non segnate che poi state a casa sei mesi 😂😂
E intanto anche i pifferai ammettono che il closing verrà ancora posticipato a data da definire.
Meditate (chi riesce)
Gettù, Quanno l’dissi io a agosto, me rispose n’deficiente che però pensava de capì, scrivendo che l’ufficio del registro a agosto n’poteva registrè gli atti per via de le ferie. N’altro a settembre me disse che n’eva per me potè capì di fondi perchè ce volevno conoscenze economico-finanziarie. Tutti capiscioni che pensno de capì ma che n’fonno altro de magnè la pappa che glie preparno tv e articoli ma che l’cervello l’onno mai aceso. Sti bacelli che nnen’altro.
Certo, se l’olandese non tiene palla e non fa salire la squadra, centrocampo e difesa rimangono sempre in costante affanno… sarà ora di lasciarlo in panchina???
cosicché la squadra non resiste tutti i 90 minuti
genio non è il suo ruolo… è una seconda punta, deve stare in coppia con sabbatani o vergani
Aspetti da risolvere ed eliminare il prima possibile!
Per quanto mi riguarda il problema del Grifo non sono i blackout piuttosto il closing. Se non si concluderà nulla cosa succederà alla scadenza del 16 dicembre? Si faranno altri prestiti?