L’ex tecnico biancorosso ricorda le sue due scoperte umbre (l’altra è il difensore Mancini) e torna sugli aneddoti di quei mesi.
31 panchine in A, 215 in B e quattro (cinque compresi gli esordi a Foligno) promozioni in carriera tra Cesena e Padova. Pierpaolo Bisoli può essere considerato già un veterano delle panchine. E così viene presentato dal sito di Gianluca Di Marzio, che lo ha intervistato ora che è in cerca di collocazione, sottolineandone anche la dote di scopritore di talenti. E due di questi riguardano il Perugia.
Il primo è Gianluca Mancini: “Ero convintissimo sarebbe arrivato in alto – dice Bisoli – ricordo che inizialmente non giocava, fino a gennaio era entrato in campo davvero poco. Sarebbe potuto andar via col mercato invece il ragazzo, convinto nel lavoro che stavamo facendo insieme, è rimasto. ‘Posso migliorare, voglio conquistarmi il mio spazio col mister’, diceva. Il girone di ritorno è stato spettacolare, tredici partite bellissime. Si merita tutto quello che sta ottenendo”.
A Perugia c’era anche Spinazzola. “Lo prese il direttore, non lo conoscevo. Avrebbe dovuto fare la mezzala o l’esterno alto. Non mi convinceva. Gli dissi ‘o giochi terzino o secondo me non va…’ e lui rispose ‘non so fare le diagonali mister’ così ci siamo messi lì a ripeterle fino allo sfinimento. Poi… volava! Sono contento che sia alla Juventus, quando parte da dietro può essere devastante. Bravissimo anche Gasperini a completare il suo percorso di crescita”. Una versione che – a onor del vero – non collima in toto con quella di Goretti…
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