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Intervista a Cosmi: “Non toccavo le corde giuste, il Grifo ripartirà a tremila”

Tra un bel libro e un buon film, il tecnico del Perugia ha il tempo di analizzare gli ultimi due turbolenti mesi sul piano sportivo, dal momento del ritorno alla guida del Perugia. Con uno sguardo su quello che sarà

“Ho iniziato a fare cose per le quali servirebbero 45 anni. Sono andato in garage a sistemare oggetti che sono lì dal 2008, per il resto passo del tempo in famiglia”. L’isolamento di Serse Cosmi, insieme al nuovo appello per combattere il Coronavirus, è l’occasione per uno sguardo attento sul mondo, sul calcio, sulla sua Perugia e sul suo amatissimo Grifo.

L’emergenza sanitaria, accanto alla paura, ha acceso la creatività del Paese, ha accelerato la catena della solidarietà e dal tecnico del Perugia il messaggio arriva penetrante: di fronte al virus siamo tutti uguali. E questo deve diventare un motore per il futuro. Nella vita come nel calcio, habitat di “privilegiati”.

Mister, partiamo dalla vittoria con la Salernitana prima dello stop…
“Poteva essere una partita dalla quale ripartire, ma adesso dovremo ripartire dal 5 gennaio. Non sono soddisfatto del mio lavoro, mi sento anche un pochino mortificato per aver fatto vivere un febbraio infernale al Perugia”.
Con che stato d’animo ha vissuto le 5 sconfitte di fila?
“È stato tremendo ma non ho mai pensato di mollare. Se avessimo fatto 3 pareggi – e lo avremmo meritato – sarebbe stato tutto diverso. Il presidente ha detto che sono entrato dentro uno tsunami, ora non siamo fuori ma se ripartiremo, di certo, vedremo un altro Perugia”.
Il ritiro di Cascia è stata la svolta?
“Prima non ero riuscito a toccare alcune corde come volevo. Perché quando non si conosce un gruppo si va per tentativi. In questo processo i risultati ti fanno lavorare più sereno, nella situazione che abbiamo vissuto invece è venuto fuori il peggio di egoismi e ripicche. La società è stata coerente, la gente di Perugia deve sapere che abbiamo sbagliato in buona fede. I ritiro fa cambiare tutto nei rapporti e questo è servito. Penso di aver capito gli errori commessi”.
La sfuriata dopo Frosinone la rifarebbe?
“Non mi ha penalizzato, ma non ricordavo Perugia come città di gossip. Sarà per i social network”.
Perché è rimasto fuori per due partite Falzerano?
“Per un comportamento inaccettabile, per me e per la società: è finito tutto nel momento in cui il giocatore è venuto a chiedere scusa. Non ci sono stati problemi con altri ragazzi”.
Con Iemmello il rapporto è saldo?
“È un ragazzo intelligente. Uno dei pochi che dentro lo spogliatoio mi ha capito da subito”.
Cos’altro non rifarebbe?
“Quelle due gare con il 4-3-3. Nonostante la buona partita con l’Empoli non era il sistema che sentivo dentro”.
Come immagina la ripartenza?
“Ricordiamoci che chi comanda è il virus. Però vivo il momento con una gran voglia di finire il campionato per dimostrare che il periodo buio è alle spalle”.
La sua squadra sarà in grado di portare sul campo i grandi insegnamenti che possono arrivare dalla situazione che stiamo vivendo?
“Questa emergenza va assolutamente trasformata in energia positiva sul piano umano. La nostra categoria è privilegiata per tanti aspetti ma in queste situazioni è esattamente come le altre. I ragazzi devono vivere questo momento per capire tante cose della vita. Quando torneranno in campo capiranno che allora è veramente un gran privilegio fare il calciatore o l’allenatore. Io l’ho sentito dal primo giorno grazie alla carica che ho dentro ancora oggi. Quando sparirà non serviranno presidenti, mi auto esonero”.
Che Perugia vedremo alla ripartenza?
“Un Grifo che fa un mini torneo a tremila all’ora, con giocatori con la faccia giusta. La stessa che ho visto negli ultimi giorni e nella gara con la Salernitana”.

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3 mesi fa

Io spero che ci sia una svolta e, che sia quella giusta perchè il Perugia e i suoi tifosi meritano ben altro.
Sempre forza Grifo.

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