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Burrai: ‘Questo Grifo ora è squadra vera. E il modulo non è un problema’

Il play è tornato contro il Gubbio dopo un mese di assenza e ha ritrovato una squadra diversa. Alla rubrica ‘Peruginità’ del sito ufficiale, dà la sua lettura sulla situazione, specificando: ‘La mia sfida è riportare il Perugia in B’

Dopo un mese di assenza per infortunio, contro il Gubbio il Perugia ha ritrovato dall’inizio Salvatore Burrai. Il play, che si è dimostrato come naturale in ritardo di condizione, sta lavorando sodo per rimettersi sullo stesso livello dei compagni e intanto ha partecipato alla trasmissione della rubrica ‘Peruginità‘ del portale ufficiale ‘acperugiacalcio.com‘.

Dopo avere ripercorso la sua scintillante carriera parlando anche dei personaggi determinanti (il Cagliari di Matteoli e Allegri, quindi Zeman, il Foggia, Insigne, la Nazionale, le vittorie di Latina e il bellissimo ciclo nel Pordenone), Burrai ha iniziato così al microfono di Paola Costantini: ‘Ho avuto la fortuna di scrivere tutto quello che facevo con gli allenatori che ho avuto, lunedì ho l’esame per il patentino Uefa B e un giorno mi piacerebbe fare l’allenatore. Ma sia chiaro, per ora mi sento ancora un calciatore’.

Quindi l’acquisto di punta dell’estate biancorossa è entrato nel vivo della situazione personale e del Perugia. ‘Sto meglio – ha detto -, domenica ho fatto un pezzo di partita e sono indietro rispetto agli altri, restare un mese lontano dal campo non è facile ma questa settimana ho lavorato bene. Stiamo vivendo un bel momento dopo le difficoltà iniziali. Ci conoscevamo poco e dovevamo capire le idee di Caserta. Ma qualcosa è cambiato, siamo diventati gruppo e squadra, la svolta è arrivata a Mantova, dove ci siamo vergognati tantissimo per la sconfitta e per come è arrivata. Quel giorno ha decretato l’inizio del nostro campionato. Ora stiamo andando molto bene ma non abbiamo fatto niente, piedi per terra, il campionato è lungo e difficile’.

C’è anche chi si interroga sulle reali velleità di Burrai nel 3-5-2, dopo l’inizio molto positivo nel 4-3-3. ‘Il modulo non è un problema per me – è stata la risposta -. Molto più importante è il fatto che ora c’è un gruppo di giocatori che stanno bene insieme, lo sentiamo perché non vediamo l’ora di vederci e allenarci, e questa è una cosa molto positiva. Battere il Padova in quel modo ci ha dato consapevolezza che anche noi siamo forti, ma non possiamo mollare nulla. Visto? Due partite e siamo di nuovo sotto. Meglio fare i conti alla fine e pensare a dare il massimo, magari sperando nel ritorno dei nostri tifosi una volta finita la pandemia. Loro sono uno dei motivi per cui ho scelto di scendere di categoria, possono rappresentare il dodicesimo uomo. Io credo in quello che faccio, mi piacciono le sfide e l’obiettivo è riportare il Perugia in serie B’.

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