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Tutto Nicolussi: il Perugia, il 3-5-2, le responsabilità, l’azzurro e il mercato

“Il futuro è determinato dal presente”. Il centrocampista scuola Juventus continua il proprio racconto della sua esperienza in biancorosso

Che un ragazzo del 2000 porti sulle spalle la numero 14 perché studia un fenomeno – non certo della “generazione Z” – come Johan Cruyff, è la dimostrazione dell’utilizzo del cervello proprio come amava fare il mito del calcio olandese.

Hans Nicolussi Caviglia continua a raccontarsi nella sua semplicità, durante lo stop forzato del campionato.
È soddisfatto della scelta fatta l’estate scorsa?
“Sono contento perché a Perugia sono stato accolto benissimo, ho trovato una città aperta e accogliente e i tifosi, oltre ad essere esigenti, ti fanno sentire il loro calore. Qui ho imparato tanto dai compagni e dai due allenatori”.
Calcisticamente si sente migliorato?
“Mi sento cresciuto nell’approccio alla partita e nelle scelte in campo, un aspetto fondamentale a questi livelli. Ma devo lavorare ancora molto”.
I giovani rischiano di subire l’impatto con lo stadio Renato Curi, è stato così per lei?
“Sono consapevole dei giocatori che sono passati da qui e sono orgoglioso. Non che non senta la pressione, però mi piace dover risolvere una situazione in prima persona”.
Cosa è cambiato con il passaggio da Oddo a Cosmi?
“Tatticamente è evidente, poi c’è la differenza di approccio. Con Oddo ci focalizzavamo più sulle situazioni di gioco, Cosmi ci fa sentire il suo amore per la maglia e per Perugia, ci fa stare legati al risultato perché è molto importane per la gente”.
Il suo ruolo in campo è diverso?
“Con un modulo diverso cambiano anche alcuni compiti della mezzala. Il 3-5-2 mi piace perché gli esterni arrivano al cross e, con due punte, ci sono tante soluzioni”.

Il migliore Nicolussi l’abbiamo visto con la Salernitana?
“È stata una delle prestazioni migliori. Non stavo giocando molto e quindi avevo tanta voglia. Il risultato era la cosa principale, visto il momento, ma tutti abbiamo fatto una bella partita, anche se senza tifosi è più dura”.
È andato più volte vicino al gol…
“È un aspetto che stavo migliorando, se avessimo proseguito credo che sarebbero arrivati i gol. Devo crescere perché per ora mi sono fermato a quello in coppa, ho fatto più assist”.
Ha fatto tutta la trafila nelle nazionali giovanili fino all’Under 20. Adesso?
“Ci tengo perché è un orgoglio indossare la maglia azzurra. Lo scorso anno ho fatto anche lo stage dei giovani con Mancini a Coverciano, una bella emozione. Ma quello è un passo molto molto futuro”.
Ha immaginato la possibile ripartenza?
“È una grande incognita perché prima bisogna pensare alla salute. Se torniamo in campo dobbiamo riprendere da dove abbiamo interrotto”.
Il Perugia ha chance di risalita?
Sono sicuro delle potenzialità di questa squadra. Se troviamo la quadra, e sembrava l’avessimo trovata, possiamo puntare a fare molto meglio”.
Come vive le voci di mercato che la riguardano?
“Non ci penso assolutamente, perché il futuro è determinato dal presente. La mia testa è solo qui a Perugia”.

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