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Il Perugia al lavoro per la ripartenza, per due grifoni la stagione è già finita

Dopo i test medici, tra venerdì e sabato mattina sedute individuali da protocollo all’interno del Curi in attesa dei ‘fuori sede’ in quarantena e dell’esito delle trattative tra Calcio e Governo. Cosmi conta i giocatori a disposizione per l’eventuale rush finale e scopre che…

Giorni di fermento anche in casa Perugia, dove dopo il lockdown finalmente la sede di Pian di Massiano è tornata a rianimarsi. I quotidiani locali (Il Messaggero, La Nazione e il Corriere dell’Umbria) riferiscono con dovizia di particolari: nell’assoluto rispetto delle normative, grazie all’utilizzo del personale strettamente necessario, giovedì sono stati effettuati i test sierologici su una quindicina di giocatori, quelli che erano rimasti di stanza in città negli ultimi due mesi, gli stessi che l’indomani mattina (venerdì) si sono invece sottoposti agli esami medici per la nuova idoneità (oltre a saturazione, misurazione della temperatura e via discorrendo). Stessi esami anche per Cosmi e staff e per il personale che teoricamente dovrà formare il ‘gruppo-squadra’ nel maxi-ritiro (con protocollo sanitario ancora da approvare) per gli allenamenti di gruppo.

Nel pomeriggio di venerdì e nella mattinata del sabato, questa è la notizia, per il gruppo di stanza in città via agli allenamenti all’interno del prato del Curi. Si tratta di sedute individuali che hanno seguito l’apposito protocollo, ovvero a gruppi di sei giocatori (in due turni) distanziati tra loro per un minimo di sei metri, doccia a casa e percorso specifico da seguire sia in entrata che in uscita evitando l’utilizzo di ambienti non ancora sanificati e inaccessibili come spogliatoi e palestra. Tra i grifoni che si sono allenati Kouan, Buonaiuto, Dragomir, Iemmello, Benzar e Gyomber.

E gli altri? Una decina di grifoni, quelli che hanno trascorso ‘fuori sede’ il periodo del lockdown, stanno effettuando in questi giorni una mini-quarantena, la cui lunghezza varia a seconda della località di provenienza, e presto potranno a loro volta iniziare le sedute di allenamento individuale. Per quelli provenienti dall’estero, come da direttiva regionale, sarebbe stata necessaria una quarantena di due settimane ma il problema si è risolto da solo: Barone è rimasto negli Usa e Fernandes in Spagna (a Saragozza), entrambi per curare i rispettivi infortuni. Per entrambi – uno in scadenza a giugno, l’altro in prestito dal Manchester City –  è dunque finita la stagione sportiva e probabilmente anche l’avventura in maglia biancorossa. Il terzo ‘straniero’ è Nzita, tornato dal Belgio, che – sempre seguendo le direttive della Regione Umbria – si sta sottoponendo alla procedura dei tamponi alla Asl. Se la ripartenza del Calcio è ancora tutta da scrivere, intanto il Perugia è tornato al lavoro per farsi trovare pronto.

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1 mese fa

Ma barone non era nostro? 🤔🤔🤔

Marco
Marco
1 mese fa

1°) lockdown: parloa che non vuol dire nulla e praticamente inventata dai media italiani… 2°) ci sono altre prioritá; prima di pensare al calcio e al movimento di soldi, si dovrebbe pensare a fare ripartire l’economia spicciola e cioè quella della moltitudine di artigiani e commerciantich devono provvedere oltre che alle loro attività e famiglie, ai tanti dipendenti ch non hanno di ch sfamare le proprie famiglie…. POI, SI POTREBBE PENSARE AL CALCIO…

Un saluto…

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