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‘Gli dissi: Saadi, ti vuole il Perugia. Fu contento come un bambino’

Il racconto di Gianluca Di Carlo, ex responsabile della comunicazione della Federcalcio libica e in seguito portavoce di Gheddafi jr ai tempi del Grifo: ecco come nacque un arrivo che più di tre lustri fa fece parlare il mondo intero

Sono passati più di tre lustri dal soggiorno perugino di Al Saadi Gheddafi, figlio dell’ex leader libico Mu’Ammar, il cui sbarco nel campionato italiano fece parlare il mondo intero. A distanza di tanti anni una versione un po’ nebulosa della vicenda dell’arrivo di Gheddafi jr in Italia e delle motivazioni che lo spinsero ad abbracciare il Perugia è stata riportata nel volume ‘Grand Hotel Calciomercato’ dal noto giornalista Gianluca Di Marzio. Versione che merita dovute precisazioni, a detta di Gianluca Di Carlo, portavoce di Al Saadi Gheddafi quando era in Italia e in precedenza direttore della comunicazione della Federcalcio libica per l’Italia.

Ricordo che in quei giorni (siamo nella primavera del 2003, ndr) arrivò la richiesta di intervista di alcune testate tra cui la rivista tedesca Der Spiegel – è il racconto di Di Carlo alla nostra testata -. I tedeschi però non ci avevano dato alcun preavviso e Saadi declinò diplomaticamente. Potete immaginare la sorpresa l’indomani quando nella rassegna stampa mi vedo spuntare un articolo piuttosto pesante nei confronti di Saadi su Der Spiegel, con un virgolettato attribuito al presidente del Perugia Luciano Gaucci: non lo prenderei nemmeno gratis. Tramite la Federazione italiana chiesi immediatamente un contatto del Perugia di allora e ne parlai con l’allora direttore generale Stefano Caira‘.

Gaucci mi chiamò dopo un’ora, fu gentilissimo e smentì categoricamente di avere rilasciato quella dichiarazione a Der Spiegel. Io non so nemmeno chi siano, mi disse. D’accordo con lui, chiamai il responsabile dello Sport dell’Ansa e venne pubblicata una smentita. Ricordo che lo stesso giorno Gaucci mi invitò nei suoi uffici romani a Santa Maria Maggiore, fu molto signorile e mi disse: chiedi a Saadi se gli va di venire a giocare da noi. Io risposi: presidente, se lei domani cambia idea ci facciamo una figuraccia. Mi perdoni, se lei lo dichiara pubblicamente io riporterò la sua ambasciata a Saadi. Lo feci chiamare da Piercarlo Presutti dell’Ansa e da Francesca Benvenuti di Mediaset, cui lui dichiarò la volontà di prendere Saadi e che aspettava una risposta, andò in onda la sera stessa al Tg5. Una volta vista la pubblicazione, chiamai Saadi. Era in volo con la nazionale libica verso il Botswana, fu contento come un bambino’.

L’intuizione di Gaucci fu geniale, il presidente biancorosso ben sapeva quanto quel trasferimento avrebbe fatto rimbalzare il nome di Perugia ai quattro angoli della terra. Mentre nella vicenda proprio il ruolo di Di Carlo fu determinante: ‘Organizzai l’incontro con la stampa l’indomani al Grand Hotel – è l’epilogo del racconto -, c’è un video che circola su Internet con l’arrivo di Luciano e Alessandro Gaucci con Cosmi e io che li accolgo e li accompagno sul posto insieme Hafed Gaddur, che in precedenza era il console libico a Palermo e che Gheddafi padre nominò ambasciatore presso la Santa Sede. Gheddafi fu poi presentato a Torre Alfina davanti a 160 testate giornalistiche da tutto il mondo, trovai alloggio al Brufani per lui e il suo seguito e la sua avventura a Perugia ebbe inizio’.

 

 

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