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Novellino: “Grifo, Caserta può arrivare in A ma se vuole il Curi pieno deve rimanere”

Nostra intervista all’uomo delle promozioni: “Normale che il tecnico abbia offerte. La copertina alla società, profilo basso senza illudere la piazza”

Una stagione straordinaria per il passato di Walter Novellino, uno che di salti di categoria è un vero esperto. Tre delle molte squadre in cui ha militato hanno ottenuto la promozione, due in serie A (Empoli e Venezia) e una in B (Perugia). Monzon da tecnico ne ha collezionate quattro nella massima divisione. Con il fresco successo dei lagunari in finale play off contro il Cittadella e il punto interrogativo sul prossimo allenatore biancorosso, viene spontaneo chiedersi se Paolo Zanetti e Fabio Caserta stiano seguendo correttamente le orme di Novellino.

Lei è stato il terzultimo allenatore a portare il Venezia in A. Cosa rivede della sua squadra in quella di Zanetti?

“Partiamo dalle diversità. Noi avevamo il pubblico, che questa stagione non c’era. Ho visto la festa che hanno fatto dopo e so che la tifoseria veneziana è molto calda e determinata. Poi noi eravamo partiti per vincere il campionato, loro per disputare un buon torneo. Arrivando alle somiglianze, rivedo la voglia e la determinazione. Sono partiti con tante difficoltà e sono arrivati in A. Sono i frutti di un grande lavoro del tecnico. Venezia si merita questo ritorno in Serie A perché ha giocato meglio ed è stata la più continua. Va detto però che anche il Cittadella meritava qualcosa di più: ha giocato bene dando vita ad una grande finale”.

Passiamo a parlare del Perugia, come giudica questa stagione? A chi darebbe la copertina?

“Bisogna fare i complimenti a tutti: Caserta, società, squadra e pubblico. Il voto è ottimo. La copertina la darei alla società che ha superato le difficoltà riportando subito il Grifo in B”.

Pensa che con la presenza del pubblico il Grifo avrebbe potuto vincere prima il campionato?

“Sicuramente, inizialmente la tifoseria era arrabbiata per la retrocessione ma poi ha iniziato a voler bene alla squadra e la seguiva anche perché giocava un buon calcio”.

Il tema di questi giorni è il futuro di Caserta: secondo lei come finirà questa storia?

“Ha lavorato benissimo e fatto giocare discretamente la squadra. Ma non solo, era stato protagonista in positivo anche a Castellamare e con il Grifo è stato fondamentale anche per ricompattare l’ambiente dopo la rabbia iniziale. E’ normale che abbia richieste. Il fatto che Perugia sia una piazza straordinaria è fuori discussione, non c’è persona che non lo riconosca. Se Caserta ha detto che vuole vedere il Curi pieno, deve rimanere per portare la gente allo stadio. Credo che la sua permanenza dipenderà da cosa voglia fare la società, dai programmi di cui parleranno. Lui è molto umile e con questo atteggiamento può arrivare anche ai massimi livelli”.

La società rispetto al passato sembra intenzionata ad adottare il profilo basso. Il Perugia ha già dimostrato che come primo obiettivo avrà quello di mantenere la categoria. Cosa ne pensa?

“Se parte così parte bene. Volare basso è la cosa migliore per tutti. Il pubblico perugino vuole sapere la verità e la realtà delle situazioni. Così può essere determinante”.

 

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