Potrebbe non esserci alcuna possibilità di riapertura per la trattativa chiusa con una “pec” in risposta all’offerta ricevuta venerdì notte. Un vero spartiacque per il Perugia che ha chiuso il capitolo Arena Curi dopo tre lunghi mesi di trattative e una offerta considerata “irrispettosa” per almeno cinque buoni motivi: l’euro simbolico in contropartita per la società, l’imposizione dell’esonero di Tedesco, l’obbligo di risposta immediata lasciando appena 19 ore per decidere (in America dove è di stanza Faroni c’è il fuso orario) dopo avere presentato l’offerta in forte ritardo, la propaganda sull’entità dei debiti indicati come ben superiori alla realtà, la violazione del patto di riservatezza avvenuta diffondendo nei social l’annuncio della partenza della “pec” con l’offerta e poi il dato dei presunti debiti.
Alla luce dei fatti una tattica che si è rivelata suicida e che, unita alla probabile sopravvalutazione della reale contingenza del Perugia e del suo proprietario, segnalato come molto contrariato, ha portato sul tavolo di Faroni una proposta che non ha lasciato spazio a dubbi di sorta. Perché se è vero che dal punto di vista sportivo questi due anni hanno regalato ben poche soddisfazioni e tante amarezze, se è vero che si sta effettuando un ritiro a costo zero in città sotto il solleone, se è vero che il club ha ceduto i pezzi migliori di una squadra che si è salvata all’ultima giornata, non ha potuto ancora compiere operazioni in entrata per la necessità di non inserire nuovi contratti nella trattativa e dunque è in ritardo sulla tabella di marcia sportiva della stagione, è altrettanto vero che Il Perugia in questo momento, anche grazie all’opera certosina di spending review di questi mesi e al taglio per oltre la metà del monte ingaggi dei giocatori, è una società priva di particolari criticità, regolarmente iscritta al campionato e con i conti a posto, anzi vanta indicatori economici di eccellenza per la categoria. Quanto ai debiti è il momento di fare chiarezza.
Nell’allegato B del documento di offerta da parte della società Arena Curi è riportata una tabella, un conteggio con presunti debiti per 7,1 milioni di euro e presunti crediti per 2,5 milioni, dunque le passività complessive sarebbero di 4,6 milioni. Peccato che la tabella, non aggiornata da marzo ad oggi, riporti voci messe erroneamente più volte a debito, nonché la cifra di 850.000 € dovuta alla agenzia delle entrate dimenticando però la dilazione fino al 2032 (si tratta di un debito nominale, ma che andava diviso per 6 rate), idem la cifra della buonuscita di Angella (c’è la cifra ma non la dilazione), quella da 1.100.000 € del contenzioso con Santopadre (che il Perugia potrebbe perdere ma anche vincere), quella della penale dovuta alla Frankie Garage per la rescissione anticipata di un anno del contratto di sponsorizzazione, ma della quale si è fatta carico Joma. In realtà i debiti del Perugia non si allontanano dai 3,5-4 milioni di euro e va tenuto conto del fatto che buona parte di questa cifra è dilazionata.
Insomma, la realtà va raccontata intera e quella che viene fatta passare attraverso i social è invece molto parziale. D’altronde la cattiva informazione è il grande pericolo cui si va incontro in assenza di professionalità e quando intervengono interessi personali.
Non va lontano dalla realtà il direttore generale Hernan Garcia Borras quando sostiene che la salvezza del Perugia sinora è Javier Faroni, il proprietario argentino alle prese con problemi di salute e una inchiesta internazionale dalla forte matrice politica. E diciamo questo perché il Perugia – un club che perdeva 500.000 € al mese, ricordate? – è stato capitalizzato, le passività non sono clamorose e perlopiù sono state ereditate. Le eventuali criticità si potrebbero piuttosto manifestare qualora da sponsorizzazioni, biglietti e abbonamenti non arrivasse un aiuto concreto, a fronte di costi di gestione fissi di grande rilievo, stipendi che vanno pagati ogni tre mesi e bollette ogni due. E la forza e la solidità di un imprenditore che voglia gestire il Perugia si vede in questi frangenti, ovvero nella capacità di gestire le spese del club mese per mese.
La prima cosa che ha fatto Faroni dopo aver fatto inviare la “pec” di rifiuto dell’offerta? Avrebbe dato ordine di pagare gli stipendi ai giocatori, dopo aver appreso con stupore che – pur essendo nei tempi – non era stato ancora fatto a causa della trattativa in corso. E poi avrebbe commissionato un bonifico, a quanto pare. Un bonifico piuttosto consistente per le spese correnti necessarie di questi giorni per il Perugia, a conferma del fatto che il proprietario argentino non ha alcuna intenzione di vedere depauperato il capitale e l’investimento e non solo, il club andrà avanti in attesa di trovare un compratore serio e solido, con Faroni che sarebbe pronto a far fronte alle prossime scadenze a partire dagli stipendi che non dovranno essere pagati il 3 agosto, ma il 30 luglio (i soldi sono già in cassa, come da indicatori economici) così come alle tasse Irpef e Irap, dopo avere preso atto con soddisfazione che grazie al suo comportamento virtuoso, il club potrà intanto evitare di versare la fideiussione integrativa.
Il Perugia al momento non è dunque a rischio anche se le intenzioni sono sicuramente quelle di continuare la politica di ridimensionamento economico e dunque molto dipenderà da quanto si riuscirà a reperire sul territorio. L’impressione è che questa politica sia stata intrapresa anche e soprattutto per rendere sostenibili i costi di gestione e appetibile di conseguenza il club per un eventuale, serio acquirente.
Si parla anche di un incontro imminente con l’amministrazione comunale, della sindaca Ferdinandi e dell’assessore allo Sport Luigi Vossi che vorrebbero essere informati sulla situazione. Ma si tratterebbe in realtà di un incontro fissato da tempo e dunque non dovuto ad alcun paventato allarme post-conclusione della trattativa. D’altro canto il Comune, dall’alto del suo ruolo istituzionale, non può certo interferire nelle decisioni di un’azienda privata, a maggior ragione di un club iscritto al campionato e con i conti a posto. Resta il fatto che sia la Ferdinandi che Vossi sono tifosi e profondamente interessati alle sorti del club, dunque l’incontro dovrebbe vertere sul futuro sportivo e magari su come riuscire a trovare i mezzi per incrementare il potenziale tecnico, visto che dal punto di vista societario non si intravedono criticità. Mentre si ragiona anche sulla riapertura della campagna abbonamenti, magari con qualche novità a corredo.
Ecco, la chiave immediata del futuro diventa il calciomercato, perché ora i tifosi si aspettano giocatori – prima di tutto gli esterni – da inserire nel gruppo di un Giovanni Tedesco dato per profondamente arrabbiato, mortificato e deluso dall’incredibile condizione posta nella “pec”. Il tecnico ha accumulato una rabbia che ora è intenzionato a veicolare sul campo spronando il gruppo a giocare anche per lui. Mentre se la volontà di Faroni è quella di non vedere deprezzato il suo capitale, anche l’acquisto di qualche giocatore – beninteso restando nei parametri del Salary Cap – dovrebbe essere propedeutico allo scopo. Sempre in attesa di un eventuale compratore (ma ci vorrà tempo), l’ideale sarebbe che qualche buon risultato del Perugia possa fare rifiorire un pizzico di entusiasmo nel cuore di chi, come Faroni, continua e continuerà ad immettere sostanze in attesa di una svolta. E se il Perugia venisse rinforzato e quella svolta arrivasse dal campo?
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Faroni forza ci sei simpatico meriti tanti successi in barba ha chi ti critica forza grifo e tanta fortuna al presidente Faroni..
Meglio così con i nostri ragazzi che dobbiamo valorizzare che anno fatto buonissimi risultati loro correranno forte per il grifo con qualche buon volpone di categoria faremo un buon campionato forza grifo
COMUNQUE DOVUNQUE OVUNQUE SEMPRE GRANDE AUGURI PRESIDENTE FORZA GRIFO
Non mollare.
Forza pres…….
vediamo il prossimo giugno senza acquirente … cosa accadrà…… tutti dicono non c’è problema….. ma poi…
Leggi l’articolo che magari impari qualcosa
Bene, ora richiamate Riccatdo Gaucci, con tante ma tante scuse!
Faroni ha detto che non vuol più metterci un euro…passo e chiudo
Nell’articolo è chiaramente spiegato, insieme alla notizia che intanto ha pagato stipendi e inviato un bonifico per le spese correnti. E con la notizia che i passi successivi dipenderanno da quanto il Perugia potrà reperire sul territorio (e non dunque da Faroni). Cordiali saluti
A Perugia siamo andati tutti fuori di testa, ma oramai da diversi anni… Invece di parlare di calciatori, di formazioni, di allenatori ecc., si parla solo di IRPEF, di iscrizione, di stipendi, di debiti, di fideiussioni, di bonifici ecc. Mi sapete dire come un tifoso (o potenziale tifoso) possa appassionarsi a questo sport? Poi ci lamentiamo che i giovani non seguono più il calcio come una volta! La colpa di tutto questo è di queste ultime due società che abbiamo avuto, che per vedersi giustificare delle loro avide gestioni, spostano l’attenzione su questi temi e di certi giornalisti e presentatori… Leggi il resto »