Il Grifo abbraccia Seghetti, talento nel nome del padre

Dai quotidiani locali: la storia del baby marchigiano che ha fermato la Torres: a Perugia ha bruciato le tappe e si è scoperto bomber. Per Baldini un'arma che può risultare determinante

Ci ha messo 5’. Il tempo di entrare in campo al 65’ di Perugia-Torres, ricevere palla in verticale da Ricci, vincere un contrasto durissimo al limite quasi cadendo col diretto marcatore, lanciarsi a tu per tu con Zaccagno e superarlo in diagonale nell’angolino. Il primo gol nel Perugia e tra i professionisti di Alessandro Seghetti, talento classe 2004 nativo di Pollenza, nelle Marche, è di quelli importanti, perché regala un meritato pareggio ai grifoni e ferma la marcia della Torres sin lì sempre vincente e che, dopo il vantaggio di Fischnaller, anche al Curi sembrava inarrestabile.

A parlarne nel loro approfondimento sono Il Messaggero e La Nazione edizioni umbre. Nel dopogara Alessandro, ragazzo di poche parole e molti fatti che fa trasparire tutto attraverso lo sguardo, ha dedicato la rete “al mio papà Enrico, scomparso otto anni fa”. Quando lui aveva 11 anni. Senza aggiungere altro perché dietro c’è un mondo e non ce n’è bisogno.

Chi lo conosce bene lo definisce schivo, fragile ma determinato, competitivo e di carattere come pochi.
Appoggiato dalla mamma Simona e dalla sorella Francesca, accompagnato dallo zio Fabrizio che si è adoperato per procurargli le occasioni di mettersi in mostra, Alessandro ha fatto della vicenda paterna il potente motore della sua determinazione. Ha cominciato nella Robur Macerata, da cui è passato al settore giovanile del Tolentino, tra i più fiorenti e rinomati e con il quale il Perugia lavora da tempo. E’ stato lo scout biancorosso Matteo Siroti a scovarlo e a segnalare, ormai sei anni fa, quel ragazzino che giocava da esterno o da punta e che aveva nella rapidità e nel dribbling le qualità principali. E’ stato però nel Settore Giovanile di Jacopo Giugliarelli e nell’Under 16 biancorossa che Seghetti si è scoperto implacabile marcatore: così ha bruciato le tappe, saltando quasi a piè pari l’Under 17 per proporsi prima in Primavera 3 e poi in Primavera 2 come uno dei bomber più importanti.

Sotto la guida di Formisano, determinante supporto psicologico nella marcia di avvicinamento ai pro e al contratto triennale firmato in estate, ha messo in mostra resistenza alla velocità, forza esplosiva, dribbling e segnato qualcosa come 50 gol in due anni, nella stagione dei playoff arrivando dietro ai due fratelli Sphendi (uno, Steven, gioca in A; Christian è a Cesena) nella classifica marcatori. L’anno scorso ha vinto quella del girone giocando dieci gare di meno.

Giugliarelli erano anni che spingeva per farlo allenare con la prima squadra e non sempre trovando porte aperte a causa della statura non elevatissima. Un anno fa lo assecondò Castagnini ma quest’anno ha trovato terreno fertile in Francesco Baldini, che in Seghetti crede fermamente e lo impiega con continuità, ritenendolo a tutti gli effetti uno dei 16. Già seguito da alcuni top club (il procuratore è Silvio Pagliari, fratello del simbolo biancorosso Giovanni, insieme a Peppe Sampino), su di lui il ds in estate era stato molto chiaro: “Se conferma le qualità che abbiamo visto in questi quattro anni, ci farà divertire…”. L’impressione è che Seghetti, con la sua capacità di innescare le soluzioni offensive, possa risultare determinante per il Perugia già nella stagione in corso. Il primo gol è il suo biglietto d’ingresso nel calcio vero. E ora dipende tutto da lui.

Redazione

Seguici su

Aggiungi calciogrifo.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami

3 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati
Commento da Facebook
2 anni fa

Finché non arriva gennaio, per ovviare alle grosse carenze offensive, bisogna sperare che questo ragazzo si sia sbloccato al punto da segnare con continuità nelle prossime partite. È l’unico che, oltre a sapersi rendere davvero pericoloso davanti alla porta, ha pure le capacità di poter saltare l’uomo e mettere in condizione anche gli altri di segnare. Se contemporaneamente entrasse in condizione anche Ricci potremmo avere un andamento diverso e marciare come si deve in classifica.

Nico
2 anni fa

Forza Alessandro, piedi per terra, molto lavoro e con la grinta che ti ritrovi farai grandi cose

Commento da Facebook
2 anni fa

Un ragazzo che se mantiene le promesse può veramente diventare qualcuno nel mondo del calcio…. ha tecnica, progressione e velocità che per un attaccante non è poca cosa…. se trova con continuità la via del goal può diventare determinante per i nostri colori…

Articoli correlati

Poche sufficienze per i biancorossi al Benelli, Papazov risponde "presente", per Langella, Vergani, Seha e...
riccardi perugia
Dopo il grave infortunio a Megelaitis tutte le strade portano alla "promozione" del vicecapitano a...
L'intesa Canotto-Cavallini ribalta l'inerzia della gara e porta un rigore importantissimo, entrano bene anche Conti...

Altre notizie